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Cosa sono le emorroidi

Se sei qui, significa che vuoi sapere cosa sono le emorroidi. Per essere precisi, è necessario parlare di malattia emorroidaria. Nonostante questo, è più frequente l’utilizzo dell’espressione “emorroidi”.

Nelle prossime righe, puoi scoprire alcuni consigli utili per imparare a gestire la situazione.

Emorroidi: di cosa si tratta?

Prima di capire cos’è la malattia emorroidaria, vediamo un attimo di cosa si parla quando si chiama in causa le emorroidi. Questo termine viene utilizzato per definire delle strutture vascolare che possiamo trovare a livello del canale anale dell’essere umano, a prescindere dal sesso e dall’età.

In alcune situazione, le suddette strutture vascolari possono andare incontro a fenomeni di natura infiammatoria e arrivare a gonfiarsi. Nei casi appena descritti, si ha a che fare con la condizione nota con il nome, come abbiamo visto non corretto a livello medico, di emorroidi.

Emorroidi interne ed emorroidi esterne

Quando si parla della malattia emorroidaria, è necessario considerare anche la differenza tra emorroidi interne ed emorroidi esterne. Nel primo caso, i cuscinetti non sono visibili dall’esterno. Nel secondo, invece, fuoriescono dall’apertura anale e sono facilmente visibili a occhio nudo.

Malattia emorroidaria

Dopo questa doverosa introduzione, siamo arrivati a parlare della malattia emorroidaria vera e propria. Le emorroidi rappresentano una problematica che riguarda il 10% circa della popolazione mondiale. Per capirne la distribuzione, è il caso di sottolineare che l’incidenza è non cambia molto se si confrontano i dati degli uomini e delle notte.

Quando si parla della malattia emorroidaria, è il caso di ricordare che si tratta di una condizione che si verifica con maggior frequenza nei soggetti di etnia caucasica.

La malattia emorroidaria prevede diversi gradi. Ecco quali:

  • I grado: in questo frangente non si ha a che fare con la presenza di prolasso. Chi soffre di malattia emorroidaria di primo grado può lamentare anche episodi di sanguinamento. Il quadro di questo grado della malattia emorroidaria è contraddistinto dall’assenza di manifestazioni dolorose.
  • II grado: in tal caso, il prolasso è limitato solamente al contesto di espulsione delle feci. Si ha inoltre a che fare con una riduzione spontanea dei gavoccioli, ossia le varici rotondeggianti che sporgono sulla superficie cutanea della zona perianale.
  • III grado: nel caso del terzo grado delle emorroidi si ha a che fare sempre con il prolasso focalizzato nei momenti della defecazione. I gavoccioli, invece, possono essere ridotti solo a livello manuale.
  • IV grado: in tale situazione, il prolasso è perenne.

Cause

La malattia emorroidaria può avere diversi fattori causali e di rischio. Vediamo alcuni tra i più importanti:

  • Sforzi fisici eccessivi
  • Alimentazione squilibrata
  • Ereditarietà
  • Obesità
  • Vita sedentaria
  • Stitichezza

Quando si parla delle cause della malattia emorroidaria è possibile inquadrare anche altre situazioni, come per esempio la tendenza a soffrire di stitichezza, così come la diagnosi di trombosi pelvica.

Sintomatologia

Passiamo ora alla sintomatologia, ricordiamo che i soggetti che soffrono di emorroidi hanno a che fare con diversi segnali. Tra questi è possibile citare il sanguinamento anale, così come una forte sensazione di bruciore a livello della suddetta zona.

In alcuni casi, prima della diagnosi di malattia emorroidaria si può avere a che fare con prurito anale e secrezione di muco.

Diagnosi

Quando i sintomi sopra ricordati permangono per diversi giorni, è il caso di rivolgersi al medico. Il professionista in questione diagnostica l’eventuale presenza di malattia emorroidaria ricorrendo innanzitutto all’esame visivo dell’ano. In alcuni casi, si può ricorrere all’esame rettale anche digitale. In tal modo, è possibile diagnosticare anche l’eventuale presenza di polipi a livello del retto e di formazioni tumorali.

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Per una silhouette perfetta: “metabolic balance” e trattamenti estetici

Manca sempre meno alla tanto temuta prova costume ed è il periodo in cui sul web girano numerosissime diete lampo, di quelle che ci illudono di perdere peso in poco tempo, quei regimi alimentari che tutto sono tranne che salutari. Riuscire a raggiungere nel giro di qualche mese il proprio peso forma non è impossibile. Hai mai sentito parlare del metodo “metabolic balance”? lo Studio Romano Fuhr aderisce a tale programma; un programma alimentare personalizzato che ti aiuta a  perdere peso  in maniera del tutto naturale.

Le 4 fasi del “ metabolic balance”.

Seguire un regime alimentare ipocalorico è senz’altro faticoso ma con l’aiuto di medici specializzati il cammino verso il raggiungimento dell’ obiettivo è molto più semplice. Il programma metabolic balance è un metodo personalizzato che va a studiare la chimica dell’organismo del paziente per modificarne il metabolismo.

Il metodo è già in voga da anni in Austria, in Germania, in Svizzera e si è dimostrato molto efficace oltre che in pazienti con estremo sovrappeso anche in pazienti  con diversi disturbi alimentari. Il percorso è suddiviso in 4 fasi; la prima è definita FASE PREPARATORIA ed ha la durata di soli 2 giorni, i giorni necessari all’organismo per adattarsi al nuovo regime alimentare;  la seconda è denominata FASE RESTRITTIVA, è quella in cui avrà inizio il cambiamento del metabolismo, la terza fase poi è quella MODERATA in cui ci sarà il reintegro di alcuni alimenti eliminati nelle fasi precedenti.

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La quarta e ultima fase è quella del raggiungimento dell’ obiettivo, è definita FASE DI MANTENIMENTO è la fase in cui il paziente e il suo organismo hanno preso coscienza del nuovo regime alimentare e delle reali necessità dell’ organismo. Tale metodo è scientificamente provato e i risultati raggiunti dopo la conclusione delle 4 fasi risultano duraturi nel tempo.

La medicina estetica: lo step successivo.

Spesso, in seguito ad una perdita di peso importante, la pelle subisce un rilassamento e non sono pochi i pazienti che associano al percorso di dimagrimento anche un intervento chirurgico di medicina estetica. Il rimodellamento del corpo, l’eliminazione del tessuto adiposo in eccesso,  possono essere eseguiti in cliniche estetiche specializzate grazie a team di professionisti che tramite la liposuzione o l’ addominoplastica o ancora attraverso lifting alle braccia e alle cosce sono capaci di donare al corpo una linea armonica.

Gli interventi nella maggior parte dei casi, avvengono con ricovero in day hospital, con una degenza che va dalle 4 alle 6 ore a seconda dell’ intervento eseguito; hanno un decorso post operatorio con dei lievi fastidi facilmente controllabili con analgesici. La scelta di affidarsi a degli specialisti per un trattamento estetico così importante è fondamentale, tale interventi possono essere effettuati solo da medici estetici in strutture specializzate per tanto diffidate da qualsiasi centro che propone magari anche a dei prezzi più vantaggiosi trattamenti di tale importanza. La medicina estetica aiuta il paziente a ritrovare finalmente il suo ideale di benessere e di naturale bellezza .

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Urine scure: cosa significa?

Se noti l’urina scura non è detto che ti debba necessariamente preoccupare ma è utile che sai alcune cose per discriminare tra le possibilità assolutamente innocue, fisiologiche di questo fenomeno e altre che indicano la presenza di processi patologici per i quali è opportuno che ti rivolgi al tuo medico.

Cosa è l’urina

Sembra una domanda banale, chi non sa cosa è l’urina? Eppure forse molti non sanno bene da cosa derivi, come è composta e in base alle variabili della sua composizione può facilmente cambiare il suo aspetto.

Tutto parte dai reni che hanno la funzione di filtrare il sangue, eliminando le sostanze tossiche e tutto ciò che è il prodotto di scarto dell’organismo, lo scarto delle cellule che deriva dal loro funzionamento, in sostanza.

I reni hanno la funzione di filtro dell’organismo, quindi ma anche quella di regolazione della quantità di liquido circolante e di secrezione di alcuni importanti ormoni.

Gli eccessi di proteine, di sali minerali eccetera, passano dai reni all’urina, la parte liquida che origina dal lavoro dei reni. Il colore tipico dell’urina è giallognolo, conferito ad esse da una sostanza chiamata urocromo ma il colore stesso può essere diverso da persona a persona e nel medesimo individuo può variare a distanza di ore o giorni.

La variazione di colore

L’urina si può presentare più chiara o più scura anche in assenza di significati patologici. L’urina più chiara è segno di maggiore diluizione, quindi di una maggiore idratazione o l’eliminazione, comunque di una maggiore quantità d’acqua dall’organismo.

Al contrario l’urina più scura indica una maggiore concentrazione, quindi una tendenza alla disidratazione, per ridotto apporto idrico o per eccessiva sudorazione. L’urina scura può anche indicare la presenza di pigmenti assunti con l’alimentazione o può essere provocata anche da farmaci.

Ad esempio la rifampicina, un antibiotico, provoca le urine rosse, per cui occorre essere consapevoli degli effetti dei farmaci sull’urina per non allarmarsi inutilmente ma in ogni caso rivolgersi al medico quando si nota una colorazione anomala delle urine non è sbagliato.

Significati patologici delle urine scure

Abbiamo finora fatto riferimento a cause fisiologiche delle urine scure, circostanze perfettamente normali che non devono affatto mettere in allarme ma esistono anche significati patologici.

Alcune condizioni patologiche possono portare ad un colore scuro delle urine. Tra queste certamente patologie renali, presenza di sangue nelle urine e problemi al fegato.

Un colore tipo lavatura di carne indica la presenza di globuli rossi nelle urine, di sangue, quindi, una condizione affatto normale che richiede un approfondimento diagnostico.

Un colore marsala indica la presenza di urobilina e si realizza in presenza di malattie infettive acute come la polmonite o insufficienza epatica o ancora in presenza di anemie emolitiche.

Un colore francamente nerastro indica una anemia emolitica di entità significativa o più raramente la presenza di un melanoma che riversa in circolo sanguigno quantità anomale di melanina.

Un aspetto torbido delle urine indicano la presenza di infezione delle vie urinarie e in questo caso si avranno anche altri sintomi associati come bruciore alla minzione, cattivo odore, dolore.

Cosa fare per le urine scure

Se noti che le urine sono scure la prima cosa da fare è interrogarsi su cosa si ha mangiato e comunque aumentare l’idratazione. Se il colore scuro permane occorre consultare il medico che potrà cominciare a visitare alla ricerca di segni patologici e comunque ordinerà analisi tendenti a evidenziare i problemi alla base delle urine scure.

Le prime analisi saranno certamente un esame standard delle urine, l’urinocoltura alla ricerca di batteri nelle urine, che non dovrebbero essere presenti, e analisi del sedimento urinario.

In base alle risultanze delle analisi si passerà alle analisi di secondo livello per risalire in modo più mirato alle causa del fenomeno.

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Disordini ematologici livedo reticularis

Disordini ematologici livedo reticularis

Alcuni disordini ematologici possono provocare una manifestazione cutanea come la livedo reticularis che si evidenzia con uno scolorimento screziato sulla pelle, che dà forma a delle aree cianotiche che assumono una caratteristica colorazione blu-rossastra con morfologia a rete. Questa alterazione cutanea tende a comparire soprattutto negli arti inferiori, ma può interessare anche altre aree del corpo quali braccia e tronco. La manifestazione della livedo reticolare è dovuta alla presenza di fattori che vanno ad alterare il normale flusso ematico e la stasi del sangue deossigenato nei piccoli vasi sanguigni a livello cutaneo, ed infatti tra i fattori che possono provocare questo sintomi ci sono principalmente dei disordini ematologici, ma si evidenziano anche problemi cardiovascolari, malattie autoimmuni, tumori e disturbi endocrini. Nei casi non patologici, la livedo reticularis si verifica a causa di una riduzione del sangue nei capillari, dovuta a fattori esterni come il freddo, si tratta di una manifestazione in questo caso transitoria: per uno spasmo delle arteriole in risposta allo stimolo del freddo si determina una riduzione della quantità di ossigeno nel sangue nei capillari periferici per questo motivo la pelle diventa livida in alcune zone formando una sorta di reticolo. Maggiori informazioni si possono reperire su Livedo reticularis. Continue reading

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Deficit combinato di fattore V e di fattore VIII: quadro patologico

Deficit combinato di fattore V e di fattore VIII: quadro patologico

Dal punto di vista clinico una malattia genetica rara come il deficit combinato di fattore V e di fattore VIII è da ascrivere alla duplice carenza dei fattori V e VIII importanti per favorire il corretto processo di coagulazione del sangue. I soggett affetti da questa carenza sono esposti a frequenti sanguinamenti di natura spontanea di entità  anche copiosa in quanto le lesioni a carico dei vasi sanguigni non riescono ad essere contrastate. Questa condizione patologica si trasmette a livello genetico: i responsabili del deficit sono due geni, si tratta di LMAN1 e di MCFD2, entrambi codificanti per proteine che prendono parte al processo di trasporto dei fattori V e VIII tra vari distretti cellulari (si ipotizza il coinvolgimento anche di un altro gene ma ancora non sono stati individuati dati certi). L’insorgenza della malattia si deve ad una trasmissione di tipo autosomico recessivo: i genitori sono portatori sani della mutazione, e ciascun figlio della coppia ha il 25% di probabilità di ricevere in eredità la malattia rara. Maggiori informazioni u questo argomento si trovano su http://www.telethon.it/ricerca-progetti/malattie-trattate/deficit-combinato-fattore-5-e-8. Continue reading

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Anisocitosi come si evidenzia

Anisocitosi come si evidenzia

Quando dallo striscio ematico si evidenzia la presenza nel sangue di globuli rossi di diverse dimensioni si parla di anisocitosi, un’alterazione che si riscontra nei soggetti affetti da diverse forme di anemia, e tra le cause principali e ricorrenti di questa condizione clinica bisogna segnalare i seguenti fattori eziologici: la carenza di ferro, l’anemia sideroblastica, la carenza di vitamina B12, la carenza di folati, la carenza di vitamina A, la sindrome mielodisplastica, l’emogloblina di Bart, le trasfusioni di sangue. L’anisocitosi può dipendere anche da altre patologie, nella maggioranza dei casi questa alterazione tende a manifestarsi con la presenza di microciti ossia di globuli rossi più piccoli rispetto al quelli normali oppure di macrociti (eritrociti di dimensioni maggiori rispello alla norma); in genere il soggetto evidenzia microciti nel caso di carenza di ferro oppure se affetto da anemia falciforme, invece la condizione di macrocitosi si rivela nei pazienti colpiti dalle seguenti condizioni: epatopatie croniche, carenza di vitamina B12 e folati, anemia megaloblastica, anemia emolitica autoimmune e traumatica; questa condizione si può riscontrare anche a causa della chemioterapia citotossica.   Continue reading

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Sindrome da Anticorpi Anti-fosfolipidi quadro clinico

Sindrome da Anticorpi Anti-fosfolipidi quadro clinico

In ambito clinico si definisce sindrome da Anticorpi Anti-fosfolipidi (Sindrome APA) la predisposizione nel soggetto a trombosi arteriose e venose, trombocitopenia ed aborti spontanei nelle donne; non è noto il meccanismo con cui questi anticorpi provocano il verificarsi della trombosi anche perché la loro azione anticorpale è diretta contro diverse combinazioni di fosfolipidi, proteine ad alta affinità per i fosfolipidi o complessi fosfolipidi-proteine. Il paziente evidenzia quindi la presenza in circolo di particolari anticorpi, detti antifosfolipidi, un gruppo di autoanticorpi che si indirizzano verso le molecole cariche negativamente e verso una combinazione di fosfolipidi e proteine plasmatiche; questi anticorpi vengono suddivisi in tre classi: gli anticardiolipina (aCL), gli antibeta2glicoproteina1 (antiβ2GPI) ed il lupus anticoagulant (LAC). In genere la sindrome da Anticorpi Anti-fosfolipidi si sviluppa come condizione primaria, ma talvolta può essere associata ad altre malattie autoimmuni oppure può presentarsi nel quadro clinico di specifiche patologie autoimmuni quali: lupus eritematoso sistemico, sclerosi sistemica, artrite reumatoide, malattia di Behçet, morbo di Crohn, tumori maligni, infezioni. Continue reading

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AGE prodotti dall’organismo

AGE prodotti dall’organismo

In maniera del tutto spontanea gli AGE (Advanced Glycation End-products) vengoni prodotti dall’organismo come composti derivati dallo zucchero creati da reazioni di glicazione necessarie per il corretto funzionamento di alcune molecole, però in presenza di elevate concentrazioni di zuccheri le reazioni di glicazione possono diventare irrefrenabili. Nel caso in cui il glucosio si trova a reagire con le proteine presenti nel sangue e nei tessuti si formano delle molecole biologicamente inattive che in quantità elevate possono diventare dannose per il corpo, quindi gli AGE possono provocare infiammazioni e processi di ossidazione dal momento che gli AGE una volta assimilati vanno ad accumularsi nei tessuti ed a danneggiarli. Le recenti ricerche scientifiche hanno foclizzato l’attenzione sull’influenza negativa degli AGE sulla salute dell’uomo a cui si associano diverse condizioni patologiche quali: processi infiammatori, patologie dismetaboliche, aterosclerosi, insufficienza renale. È stato dedotto che l’incremento degli AGE assunti con la dieta aumentano i livelli di queste sostanze nel circolo sanguigno, aggravando il rischio di insorgenza di alcune malattie esponendo inoltre il soggetto ad un maggiore rischio di sviluppare complicanze nei pazienti affetti da patologie croniche quali diabete, malattie di tipo cardiovascolare e renale.  Continue reading

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Emoglobina 8: l’anemia nei soggetti anziani

Emoglobina 8 segnala una condizione di anemia moderata

Quando i livelli dell’emoglobina sono compresi tra 8 e 12 g/dl e l’ematocrito tra 30 e 36% allora il soggetto evidenzia una condizione di anemia moderata, che deve essere diagnostica in maniera adeguata per poter attivare la cura più adeguata. Nella diagnosi dell’anemia è anche fondamentale identificare le cause che determinano tale patologia in questo modo si può intraprendere la strada terapeutica migliore per contrastare i sintomi che spesso si palesano come atipici. Talvolta l’anemia, che può colpire i soggetti di ogni fascia di età, può sorgere come una conseguenza diretta di altre forme patologiche: di fatto le diverse forme di anemia possono rappresentare un fattore che accompagna diverse malattie che possono colpire indiscriminatamente diversi sistemi ed apparati dell’organismo quali il sistema cardiaco, l’apparato circolatorio, la funzionalità epatica, il sistema cognitivo. Per maggiori informazioni si rimanda all’articolo Emoglobina a 7: un valore preoccupante. Continue reading

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