Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Emoglobina: tutto su cause, gravidanza, sintomi, rimedi, esame, rischi, tracce e valori normali alti o bassi.

Paziente traumatizzato, diminuiscono i livelli di emoglobina

Emoglobina bassa nel paziente traumatizzato

Paziente-traumatizzato,-diminuiscono-i-livelli-di-emoglobina

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Da tempo si riflette sulla connessione scientifica tra paziente traumatizzato, colto da ansia e paura per l’arrivo in ospedale, e i valori delle sue analisi del sangue, con particolare riferimento ai valori di emoglobina. Generalmente infatti un trauma comporta nella maggior parte dei casi ingente perdita ematica, che può essere dovuta a vari motivi: complicanze organiche quindi interne, traumi esterni con compromissione di distretti corporei specifici ed altro ancora. In un paziente traumatizzato e magari sanguinante, finora non si sono mai tenuti molto in considerazione gli immediati valori di emoglobina e di altri valori indicativi del sangue, in quanto non creduti obiettivi della situazione organica normale del soggetto stesso. Effettivamente tale teoria ha molto di razionale: un paziente traumatizzato che perde anche grandi quantità di sangue e quindi di emoglobina presenta squilibri notevoli a livello di concentrazione ematica dei vari elementi sanguigni. Continue reading

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Emoglobina fetale: caratteristiche e funzioni

Cos’è l’emoglobina fetale

Emoglobina-fetale-caratteristiche-e-funzioni

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Nel feto, in particolare nei suoi globuli rossi, è possibile individuare l’emoglobina fetale. Un tipo di emoglobina differente da quella adulta, sotto vari punti di vista ma soprattutto per peculiarità strutturali ben precise. Il feto rappresenta, umanamente parlando la gioia più grande, ma dal punto di vista scientifico, semplicemente il risultato dell’atto di fecondazione attuato tra uomo e donna ma non ancora conclusosi. Il feto però nonostante ciò è un essere vivente in tutto e per tutto, già dotato di forme e caratteristiche dell’essere umano. Il feto, a differenza dell’embrione, non subisce modificazioni negli organi, ma essi maturano in struttura e funzione fino alla fine della gravidanza e quindi al parto. L’emoglobina fetale infatti si differenzia da quella dell’uomo adulto per la presenza di catene gamma diverse da esso, pur mantenendo uguali le catene alfa. Ciò che differenzia le catene gamma dell’emoglobina fetale è il numero di amminoacidi da cui sono composte: differiscono da quelle adulte per 39 amminoacidi. Questo particolare tipo di struttura dell’emoglobina fetale le conferisce una maggiore affinità con l’ossigeno, permettendo una più efficace estrazione dello stesso dal sangue materno. Continue reading

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Ferro, sostanza importante nelle carenze di emoglobina

Il Ferro negli stati di carenza dell’emoglobina

Ferro,-sostanza-importante-nelle-carenze-di-emoglobina

Ferro,-sostanza-importante-nelle-carenze-di-emoglobina

Il Ferro è un metallo importantissimo per l’organismo umano, infatti garantisce la stimolazione di fegato, milza e intestino, con la conseguente produzione di emoglobina e di globuli rossi. Esso ha come simboli chimici Fe2+, Fe3+, Fe4+, è metallo ferromagnetico brillante, duttile e malleabile, bianco argenteo, soggetto a ruggine solo in presenza d’aria umida, capace di dissolversi rapidamente in acidi diluiti. Il Ferro è uno degli elementi più abbondanti sul pianeta Terra solo dopo ossigeno, silicio ed alluminio. Generalmente, essendo esso molto reattivo con l’Ossigeno, è presente in natura soprattutto sottoforma di vari ossidi di ferro quali ematite, magnetite e limonite. Inoltre il Ferro è il più utilizzato in assoluto nella produzione industriale essendo economico ma dotato di alta resistenza. Continue reading

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Misurazione dell’emoglobina glicosilata in evoluzione

Novità sulla misurazione dell’emoglobina glicosilata

Misurazione-dell'emoglobina-glicosilata-in-evoluzione

Misurazione-dell’emoglobina-glicosilata-in-evoluzione

Qualsiasi soggetto diabetico ha fra le sue priorità la misurazione
dell’emoglobina glicosilata, specifico valore del sangue fondamentale per la corretta valutazione della media glicemica degli ultimi tre mesi, così da apportare eventuali variazioni alla terapia portata avanti se necessarie. Infatti mediante la misurazione dell’emoglobina glicosilata, viene monitorato con certezza l’equilibrio glicemico nei soggetti diabetici ma, volendo, anche nei soggetti che non soffrono di patologie particolari ma vogliono tenere sotto controllo il loro stato di salute. Coloro i quali dipendono dalla terapia insulinica, debbono effettuare la misurazione dell’emoglobina glicosilata ogni tre mesi, mediante un comunissimo prelievo di sangue venoso a digiuno. Proprio per questa frequenza di controllo, è comprensibile come, soprattutto per i bambini, questo appuntamento non sia dei più graditi, per questo si è lavorato con impegno per ideare una nuova tecnica di misurazione dell’emoglobina glicosilata. Essa è effettuata tramite sangue capillare, cioè utilizzando una piccola goccia di sangue estratta da un dito mediante il classico pungidito che i bambini già usano quotidianamente per misurare il livello della glicemia. Continue reading

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Acido folico nell’alimentazione amico dell’emoglobina

Proprietà dell’acido folico

Acido-folico-nell'alimentazione-amico-dell'emoglobina

Acido-folico-nell’alimentazione-amico-dell’emoglobina

L’acido folico, più comunemente conosciuto come vitamina B9, è un nutriente fondamentale per il benessere dell’organismo, sia in condizioni normali che ad esempio durante una gravidanza. L’acido folico infatti è essenziale per la formazione dell’emoglobina, la sintesi del DNA e delle proteine. Fra l’altro assunto durante la gestazione ha dimostrato un forte potere di prevenzione delle malformazioni neonatali quali spina bifida e cardiopatie congenite. Per questo ginecologi e medici consigliano di assumere acido folico prima del concepimento ed almeno durante il primo trimestre di gestazione. Continue reading

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Rischio cardiovascolare: non dipende dall’emoglobina glicata

Nessun collegamento tra cuore ed emoglobina glicata

Rischio-cardiovascolare-non-dipende-dai-valori-di-emoglobina-glicata

Rischio-cardiovascolare-non-dipende-dai-valori-di-emoglobina-glicata

Un nuovo studio effettuato di recente ha eliminato qualsiasi connessione tra rischio cardiovascolare e valori di emoglobina glicata nel sangue. La ricerca hapreso in analisi addirittura trecentomila adulti sani ed ha evidenziato cheunendo a fumo e colesterolo alto (principali fattori di rischio per la salute cardiaca) anche informazioni precise sul valore dell’emoglobina glicata, non si hanno maggiori riscontri riguardo il rischio cardiovascolare. Praticamente lo scopo degli studiosi era quello di verificare se l’aggiunta di notizie certe sui valori di emoglobina glicosilata alle percentuali dei più classici fattori di rischio cardiovascolare, potesse migliorare la previsione del rischio di malattie
cardiovascolari. Purtroppo i risultati dell’analisi realizzata non confermanotale teoria: aggiungere informazioni sull’emoglobina glicata non aumenta la capacità di prevedere un rischio cardiovascolare. E non è tutto: le informazioni sull’emoglobina glicosilata non migliorano nemmeno la
previsione riguardante i pazienti già a rischio cardiovascolare. Continue reading

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Parti instabili dell’emoglobina: caratteristiche ed effetti

Il ruolo delle parti instabili dell’emoglobina

Parti-instabili-dell'emoglobina-caratteristiche-ed-effetti

Parti-instabili-dell’emoglobina-caratteristiche-ed-effetti

Una recente ricerca condotta presso l’Università di Parma, ha evidenziato l’importante ruolo delle parti instabili dell’emoglobina, utilizzando nanotecnologie all’avanguardia. Tali parti instabili dell’emoglobina si è vistoche influenzano nel dettaglio il legame tra ossigeno ed emoglobina stessa. Lo studio sulle parti instabili dell’emoglobina (proteina contenuta nei globuli rossi in grado di legare l’ossigeno nei polmoni trasportandolo a tutti i tessuti) ha cancellato di fatto alcune incongruenze risalenti agli anni Sessanta concernenti il legame dell’ossigeno all’emoglobina umana. Più di quarant’anni fa ormai, era stato concepito un modello descrittivo del comportamento di proteine complesse notevole, ma nonostante ciò incapace di delineare precisamente gli effetti di alcuni composti legati al rapporto emoglobina-ossigeno. Continue reading

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Ossido di azoto prodotto dall’emoglobina

Collegamento tra emoglobina ed ossido di azoto

Emoglobina-e-produzione-di-ossido-di-azoto

Emoglobina-e-produzione-di-ossido-di-azoto

Finora rimasto ignoto, il collegamento tra emoglobina ed ossido di azoto sarà viatico per la realizzazione di nuove terapie dedite alle patologie cardiovascolari, infatti esiste una reazione tra emoglobina ed ossido di azoto, mai captata prima. La nuova teoria è emersa da un articolo edito sulla rivista Nature Chemical Biology e scritto da Daniel Kim Shapiro assieme ad altri colleghi cooperanti; in esso viene descritta una reazione catalitica che spinge l’emoglobina a mutare i sali di azoto in ossido di azoto, elemento noto per le sue proprietà vasodilatatrici. E’ evidente come tale scoperta potrebbe avere una risonanza mostruosa nel settore terapeutico delle malattie cardiovascolari. Del resto la notizia è grossa: prima che emergesse, non si credeva affatto che l’emoglobina potesse concorrere alla formazione dell’ossido di azoto in quanto normalmente nell’istante in cui essa avvicina l’ossido di azoto rilasciato dai vasi sanguigni letteralmente tende a consumarlo.

Dettagli del rapporto dell’emoglobina con l’ossido di azoto

L’autore del suddetto articolo rivelatore, Kim Saphiro, ha cercato di motivare l’apparente paradosso che vede l’emoglobina mediare la conversione dei nitriti in ossido di azoto, operando in modo che esso non venga
immediatamente distrutto all’interno degli stessi globuli rossi, permettendone quindi lo svolgimento completo della propria azione biologica e fisiologica. I meccanismi che conducono l’emoglobina a produrre ossido di azoto sono
ancora tutt’ora sotto esame, mediante speciali tecniche biofisiche atte ad analizzare in particolare le velocità di reazione dei diversi prodotti che si formano quando s’innesca l’interazione tra emoglobina e nitriti. Da più di un decennio già era provato che le cellule utilizzano i nitriti come riserva per la produzione di ossido di azoto e che la reazione fra i nitriti stessi e l’emoglobina generano triossido di diazoto, che a sua volta si trasforma in
ossido di azoto e diazoto, ma sfuggiva del tutto l’osservazione fisica della reazione stessa, impossibile anche tramite EPR (spettroscopia di risonanza paramagnetica elettronica).

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Barbabietola, fonte di emoglobina per le trasfusioni

La barbabietola come fonte di emoglobina

Barbabietola,-fonte-di-emoglobina-per-le-trasfusioni

Barbabietola,-fonte-di-emoglobina-per-le-trasfusioni

Il regno vegetale apre le porte alla carenza di sangue. La barbabietola in particolare sarebbe fonte importante di emoglobina, essenziale durante le trasfusioni ematiche. Una squadra di ricercatori dell’Università di Lund, in Svezia, ha identificato una proteina della barbabietola quasi identica all’emoglobina umana, ossia la vitale proteina che permette il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Secondo tale scoperta l’aver isolato tale proteina contenuta nella barbabietola, studiandola ed analizzandola nelle sue proprietà ed azioni, spianerà la strada allo sviluppo di molecole che, rese idonee ad ogni caso specifico, potrebbero essere utilizzate nelle trasfusioni. Insomma la barbabietola potrebbe realmente divenire una vera e propria sorgente di emoglobina umana, rivoluzionando il campo del progresso scientifico, ma soprattutto apportando un bagaglio ricchissimo all’ambito spesso in difficoltà riguardante le trasfusioni sanguigne. L’emoglobina derivante dalla barbabietola, una volta controllata e messa a punto, assicurerà apporti ematici repentini e sicuri a tutti coloro che per emergenza od abitudine con le trasfusioni riescono a sopravvivere. Continue reading

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