Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Emoglobina: tutto su cause, gravidanza, sintomi, rimedi, esame, rischi, tracce e valori normali alti o bassi.

Fattore Rh: positivo o negativo

Fattore Rh: positivo o negativo

Quando sulla superficie dei globuli rossi è presente un antigene esso viene definito fattore Rh o fattore Rhesus, si tratta di un carattere ereditario molto comune nella popolazione che si trasmette come carattere autosomico dominante. Se una persona non possiede questo antigene allora si parla di fattore Rh negativo, un carattere recessivo che è presente solo in individui omozigoti, quindi si riscontra in soggetti con entrambi i genitori con l’assenza dell’antigene, ma può evidenziarsi anche in soggetti eterozigoti per il fattore Rh. Prendere in considerazione questo parametro assume una certa importanza nel caso di una seconda gravidanza nel caso in cui la gestante presenta Rh-, ed alla prima gravidanza ha dato alla luce un bambino Rh+ determinando il passaggio nel circolo sanguigno materno al momento del travaglio dell’antigene, come conseguenza di questa mescolanza il corpo della madre reagisce producendo anticorpi contro l’antigene estraneo che rimarranno presenti nel suo sangue in modo permanente. Maggiori informazioni utili su Neuropatia diabetica periferica sintomi e cura. Continue reading

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Coagulopatie congenite ed acquisite

Coagulopatie congenite ed acquisite: diverse forme di emofilia

In presenza di disturbi legati al corretto processo di emostasi si fa riferimento alle coagulopatie congenite ed acquisite ovvero a dei deficit da ascrivere alla carenza di uno o più fattori plasmatici della coagulazione, dei problemi che possono essere congeniti oppure acquisiti. Si indica generalmente con il termine emofilia delle forme congenite di coagulopatie che vengono classificate in tre diverse tipologie:  l’emofilia A, tipica nei soggetti di sesso maschile, dovuta ad un difetto del cromosoma sessuale X con deficit del fattore plasmatico VIII, per cui vi è un’alterazione nella parte coagulante con manifestazione frequente di ematomi ed emartri ossia emorragie delle cavità articolari, in genere l’alterazione viene trattata con desmopressina, oppure si può utilizzare la terapia antifibrinolitica in caso di emorragie delle mucose; l’emofilia B, una forma alquanto rara, trasmessa geneticamente attraverso il cromosoma X, con difetto del fattore IX, il paziente colpito da tale alterazione può sottoporsi a terapia sostitutiva con concentrati di fattore protrombinico, che contengono il fattore IX, la protrombina ed i fattori X e VII; l’emofilia C è un’alterazione che riguarda il fattore XI e viene trasmesso come deficit autosomico recessivo. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Emolisi: come avviene e cosa implica. Continue reading

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Porpora trombocitopenica idiopatica: come si evidenzia

Porpora trombocitopenica idiopatica: i caratteri della patologia

A questa patologia in ambito clinico si fa riferimento con due denominazioni, di fatto la malattia è nota come porpora trombocitopenica idiopatica ma anche con il nome di morbo di Werlhof, si tratta di una malattia autoimmunitaria acquisita caratterizzata sostanzialmente da un’anomala distruzione delle piastrine, nello specifico la piastrinopenia è causata dalla distruzione periferica delle piastrine a cui si associa un altro segno clinico peculiare: un incremento del numero di megacariociti midollari. Soffermandosi sulla condizione di piastrinopenia essa è dovuta all’attività di immunogobuline che agiscono come degli auto-anticorpi che aderiscono sulla membrana piastrinica riconoscendo antigeni di membrana costituiti dalla GPIb, dalla GPIIb o dalla GPIIIa, a questo punto i macrofagi fagocitano e digeriscono le piastrine i ricoperte dagli autoanticorpi, a causa della distruzione di queste cellule ematiche si delinea la piastrinopenia mentre la produzione piastrinica midollare può essere aumentata oppure ridotta. Maggiori informazioni su Anemia perniciosa come si palesa. Continue reading

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Anemia perniciosa come si palesa

Anemia perniciosa: i tratti specifici

La condizione autoimmune che impedisce al corpo di assorbire una quantità sufficiente di vitamina B12 proveniente dall’alimentazione determina l’insorgenza dell’anemia perniciosa. Si tratta di una forma anemica che può determinare dei danni a carico del sistema nervoso delineando alcune tipologie di neuropatie per questa ragione viene definita “perniciosa” in quanto ha la capacità di arrecare anche degli effetti gravi. Attualmente questa forma di anemia si riscontra alquanto raramente ed allo stesso tempo risulta più facile da cura, ma nonostante questi scenari positivi non mancano le ragioni che possono favorire l’insorgenza di tale condizione patologica. In particolare l’anemia perniciosa nella maggior parte dei casi tende a svilupparsi a partire da un deficit che si traduce con delle alterazioni durante il processo di assorbimento della vitamina B12, causata dall’assenza del fattore intrinseco, la specifica glicoproteina che determina assimilazione del micronutriente. I soggetti più esposti al rischio di sviluppare questa malattia sono i vegetariani ferrei ma anche i soggetti  anziani, possono poi andare incontro all’anemia perniciosa i pazienti colpiti da un’infezione cronica da Helicobacter pylori  ma anche da eventuali infestazioni enteriche da parassiti e da varie sindromi da malassorbimento come ad esempio la sindrome da colon irritabile, la celiachia, il morbo di Crohn. Maggiori notizie su Emoglobina in gravidanza: l’anemia sideropenica.

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Ginkgo biloba per favorire l’ossigenazione dei tessuti

Ginkgo biloba per favorire l’ossigenazione dei tessuti

Tra le piante officinali che esercitano una serie di effetti benefici agendo su diversi fronti bisogna citare anche ginkgo biloba che viene tra l’altro indicato per favorire l’ossigenazione dei tessuti  e non solo, visto che possiede un gran numero di principi attivi che si concentrano principalmente nelle foglie della pianta dove si trovano sostanze come ad esempio i polifenoli ed i flavonoidi che agiscono sulle membrane cellulari, stabilizzandole e contrastano la formazione di radicali liberi; invece i terpeni inibiscono la perossidazione lipidica che si attiva durante l’aggregazione piastrinica si ostacola in questo modo il fattore di attivazione delle piastrine prevenendo la formazione di trombi nei vasi sanguigni. Va detto che questa proprietà antiaggregante delle piastrine determina a sua volta una maggiore permeabilità a livello dei capillari, migliorando così l’irrorazione dei tessuti. Tra le altre virtù da ascrivere al ginkgo biloba non va sottaciuta l’azione diretta nei confronti della circolazione venosa, arteriosa e capillare, nello specifico la proprietà vasoprotettrice consentono di migliorare il tono e l’elasticità delle pareti di vene, arterie e capillari. Maggiori informazioni si trovano su Ossigenoterapia: il suo impiego. Continue reading

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Ossigenoterapia: il suo impiego

Ossigenoterapia quando viene indicato il trattamento

In presenza di ipossia, ossia di carenza di ossigeno, oppure quando si evidenzia la condizione di ipossiemia che indica un’anormale diminuzione dell’ossigeno contenuto nel sangue, ma anche quando le condizioni di salute di un paziente con insufficienza respiratoria cronica oppure acuta lo richiedono può essere d’ausilio il ricorso ad un trattamento specifico di supplemento di ossigeno, il medico può prescrivere come cura l’ossigenoterapia che consiste appunto nella somministrazione di ossigeno. Si tratta di una terapia significativa dal momento che l’ossigeno è essenziale per il metabolismo cellulare, favorendo così il processo di ossigenazione dei tessuti un meccanismo alla base della normale attivazione delle funzioni fisiologiche dell’organismo umano. Il ricorso a tale terapia ha lo scopo di apportare diversi benefici al soggetto a partire dal regolare apporto di ossigeno ai polmoni in modo tale da offrire la regolare disponibilità di ossigeno nei diversi tessuti del corpo. Da diversi studi sperimentali è stato evidenziato che il ricorso all’ossigenoterapia può migliorare le condizioni di vita dei pazienti ipossiemici affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva. Maggiori informazioni si trovano su Emogasanalisi arteriosa sistemica quali dati fornisce. Continue reading

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Quadro clinico di una malattia autoimmune

Quadro clinico di una malattia autoimmune

I soggetti che sono affetti dal quadro clinico di una malattia autoimmune evidenziano dei sintomi aspecifici che si traducono con l’insorgenza di alterazioni facilmente riscontrabili attraverso un semplice esame del sangue, e tra le anomalie più tipiche ci sono l’eventuale presenza di autoanticorpi tra cui quelli anti-nucleo o ANA, ENA, AMA, anti-DNA, anti-fosfolipidi. Ma per formulare la corretta diagnosi di una malattia autoimmune è necessario prendere in considerazioni altri parametri a livello ematico quali: bassi livelli di leucociti, una riduzione dei valori di emoglobina, una condizione di piastrinopenia. Questo tipo di anomalie a livello ematico si riscontrano in presenza di un meccanismo di autoaggressione diretta verso le cellule del sangue, così come verso la pelle, i muscoli, le articolazioni o i tessuti che rivestono e compongono gli organi. Si rinvia per altre informazioni all’articolo Metaemoglobina fisiologica e malattie.

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Metaemoglobina fisiologica e malattie

Metaemoglobina e la molecola di emoglobina

Quando la molecola di emoglobina si combina con leganti anionici e non con l’ossigeno subisce uno stato ossidato da Fe2+ a Fe3+ creando il composto metemoglobina: attraverso il processo di ossidazione la molecola perde la sua capacità di legarsi reversibilmente con l’ossigeno per tale motivo non ha la capacità di assolvere alla sua funzione di trasporto. La MetHb rappresenta così un composto che deriva dalla stessa emoglobina, da cui si forma attraverso l’ossidazione dell’atomo di ferro contenuto nell’eme, per tale motivo la presenza dell’atomo di Fe3+ nella sua molecola inibisce il legame con l’ossigeno molecolare, ne consegue dunque che l’emoglobina perde la sua funzione biologica principale: quella di trasportatore di ossigeno ai diversi tessuti ed organi del corpo. In condizioni di normalità il soggetto forma in maniera fisiologica questo composto quando intervengono sostanze ossidanti o processi ossidativi, ma il suo valore si mantiene su livelli bassi ad opera dell’intervento diretto dell’enzima metaemoglobina reduttasi, per cui la sua concentrazione massima è pari all’1% dell’emoglobina totale. Per altre informazioni si rimanda alla lettura di Emosiderosi caratteri tipici della condizione. Continue reading

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Emosiderosi caratteri tipici della condizione

Emosiderosi: come si evidenzia il disordine genetico

In genere in ambito clinico si fa riferimento alla condizione definita emosiderosi oppure emocromatosi per indicare il sovraccarico cronico di ferro nei tessuti dell’organismo, evidenziando un’aumentata  deposizione focale o generalizzata nei tessuti evidenziando una forma localizzata o diffusa. Il riscontro dell’emosiderosi localizzata, che non determina un aumento del ferro totale, si evidenzia in genere attorno ad ematomi oppure in caso di emorragie interstiziali di tipo cronico; mentre la forma diffusa è dovuta a processi necrotico-emorragici che possono interessare diversi organi interni quali: fegato, pancreas, ghiandole endocrine, miocardio. Il sovraccarico cronico di ferro può evidenziarsi anche nei soggetti affetti da anemie emolitiche , in tal caso si parla di emosiderosi sistemica a carico delle cellule fagocitarie del sistema reticoloendoteliale. Questo disordine di tipo genetico da accumulo marziale  interessa il gene dell’emocromatosi (HLA-H), localizzato sul braccio corto del cromosoma 6 come una mutazione puntiforme in cui l’aminoacido cisteina in posizione 282 si muta in tirosina. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Ipoferritinemia: cause e dieta. Continue reading

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Anemia da malattia del midollo osseo: quadro clinico

Anemia da malattia del midollo osseo

Tra le principali problematiche che possono interessare il midollo osseo bisogna segnalare anche l’anemia da malattia del midollo osseo che tende a manifestarsi in presenza di un’anomalia nella produzione delle cellule del sangue mature o dei loro precursori. Infatti nel midollo osseo sono presenti le cellule staminali, ossia quella serie di cellule primitive in grado successivamente di differenziarsi in globuli bianchi, globuli rossi e piastrine che costituiscono le cellule mature che vengono rilasciate nel flusso sanguigno. Lo sviluppo di condizioni patologiche come la leucemia e la mielodisplasia possono determinare l’insorgenza dell’anemia dal momento che si tratta di problematiche che determinano delle significative alterazioni relative alla stessa produzione del sangue nel midollo osseo, per cui si può riscontare un’anomala produzione di sangue oppure un vero e proprio deficit nel processo di formazione delle cellule del sangue. Si rinvia per maggiori informazioni alla lettura dell’articolo Anemia emolitica compensata: bassa concentrazione di emoglobina. Continue reading

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