Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Emoglobina: tutto su cause, gravidanza, sintomi, rimedi, esame, rischi, tracce e valori normali alti o bassi.

Mioglobina come funziona

Mioglobina: le caratteristiche della proteina globulare

Tra le proteine globulari più importanti vi è la mioglobina, formata da una sola catena di circa centocinquanta amminoacidi, che si congiunge all’ossigeno in maniera reversibile, la maggiore concentrazione di tale proteina si registra nei muscoli, ed infatti la sua concentrazione ne rappresenta il serbatoio di ossigeno, nello specifico è presente nei tessuti periferici attivi. Questa proteina globulare è composta da segmenti di α-eliche, presenti in numero di otto ed è costituita da dei residui non polari quali leucina, valina, metionina e fenilalanina, a cui si aggiungono alcuni residui polari rappresentati da due istidine che assumono un importante ruolo durante la congiunzione tra ossigeno e gruppo eme, che a sua volta costituisce il gruppo funzionale della stessa proteina. La mioglobina e l’emoglobina condividono a livello strutturale delle analogie relative principalmente al meccanismo con cui avviene il legame con l’ossigeno molecolare, invece le divergenze più nette si evidenziano a partire dalla sede delle due proteine, se infatti la mioglobina si riversa principalmente nei muscoli e nei tessuti periferici, l’emoglobina invece è presente principalmente a livello ematico ossia nei globuli rossi. Maggiori informazioni su Emoglobina struttura: passaggio dallo stato T allo stato R. Continue reading

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Neuropatia diabetica periferica sintomi e cura

Neuropatia diabetica periferica quadro clinico

Quando si rileva una percentuale di emoglobina glicata alta il soggetto è maggiormente esposto a sviluppare delle complicanze associate al diabete mellito tra cui la neuropatia diabetica periferica che consiste in un’alterazione del sistema nervoso periferico. In alcuni casi questa complicanza si presenta come asintomatica, quando invece si manifestano dei sintomi essi si traducono spesso in danni ai nervi che causano una sensazione persistente di dolore, si parla di neuropatia diabetica dolorosa o di dolore neuropatico. Il paziente può evidenziare altri sintomi che tendono per diventare permanenti, si tratta di formicolio agli arti ed intorpidimento, ma si possono anche evidenziare delle lesioni nervose a carico degli arti inferiori e dei piedi che causano una perdita di sensibilità. In ambito clinico vengono distinti quattro tipi di neuropatia diabetica che delineano la forma periferica, quella autonomica, la forma prossimale e quella di tipo focale. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Nefropatia diabetica: complicanza dell’emoglobina glicata alta. Continue reading

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Fibrosi polmonare: rallentamento della diffusione dell’ossigeno

Fibrosi polmonare come si evidenzia

Tra i diversi disturbi che possono colpire le vie respiratorie bisogna segnalare anche la fibrosi polmonare che insorge quando nel polmone si forma del tessuto cicatriziale che va a sostituire il normale tessuto polmonare: questa malattia respiratoria si viene ad evidenziare come conseguenza dell’accumulo di tessuto cicatriziale che va ad aumentare lo spessore della membrana alveolare, un fattore che va a determinare un rallentamento della diffusione dell’ossigeno attraverso le pareti alveolari. Nello specifico si tratta di una malattia respiratoria che causa l’indurimento ed un successivo processo di cicatrizzazione del tessuto polmonare che circonda gli alveoli. Per cui un polmone colpito da fibrosi perde di elasticità e sulla sua superficie si vengono a formare delle cicatrici retraenti che rompono gli alveoli impedendo il regolare processo di respirazione. Vengono distinte due forme di fibrosi polmonare: la forma idiopatica, di cui non si conosce l’eziologia certa, invece la forma secondaria si viene ad evidenziare per l’insorgenza di diversi fattori eziologici (malattie infettive, esposizione a sostanze tossiche, cicli di radioterapia antitumorale, assunzione di farmaci per la cura di tumori). Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Insufficienza respiratoria: le diverse forme. Continue reading

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Aptoglobina valori

Aptoglobina valori e funzioni

L’aptoglobina plasmatica è un indicatore importate per la salute per cui i suoi valori vanno controllati per formulare la diagnosi di alcune patologie. Nel sangue è presente l’aptoglobina, una proteina che viene sintetizzata soprattutto a livello epatico, che assolve al compito di congiungersi all’emoglobina libera nel circolo ematico, evitando che avvenga la perdita urinaria di emoglobina inoltre permette di conservare il ferro. Quando il complesso emoglobina-aptoglobina non passa attraverso il filtraggio dei reni, viene eliminato dal sistema reticolo endoteliale, qui il ferro viene assimilato dai macrofagi che successivamente lo rilasciano alla transferrina, questa proteina canalizza il ferro verso il midollo osseo dove viene sintetizzato per produrre emoglobina; una porzione di EME viene degradata grazie alla bilirubina indiretta e trasportata al fegato, qui il pigmento degradato si coniuga con acido glucoronico dando forma alla frazione di bilirubina diretta e passare nella bile. Si controlla il dosaggio dell’aptoglobina libera invece di quella legata, si tratta di un parametro utile per monitore le condizioni di salute del soggetto. Maggiori notizie su Aptoglobina: come si lega all’emoglobina. Continue reading

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Emocianina: le caratteristiche della proteina ematica

Emocianina: mezzo di trasporto dell’ossigeno

Un’altra proteina ematica che ha il compito di trasportare l’ossigeno è l’emocianina, considerata seconda solo all’emoglobina come mezzo per il trasporto dell’ossigeno tra gli esseri viventi. Nello specifico questo tipo di proteina è presente in alcuni artropodi e molluschi come proteina respiratoria, composta da due atomi di rame che possono legarsi reversibilmente una molecola di ossigeno. L’emocianina si trova in artropodi come ad esempio i granchi, gli astici ed i gamberi, mentre tra i molluschi è presente nei polpi, nei calamari, in alcune specie di poliplacofori e nelle lumache. A livello funzionale l’emocianina sfrutta un procedimento simile all’emoglobina, mentre sussistono delle specifiche differenze nella sua struttura molecolare e nel meccanismo di funzionamento: l’emoglobina trasporta gli atomi di ferro in anelli di porfirina, invece gli atomi di rame nell’emocianina si legano a gruppi prostetici coordinati da residui di istidina. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Normocromia ed anemia normocromica normocitica. Continue reading

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Ipoglicemia e crisi ipoglicemica

Ipoglicemia quali rischi implica

Le persone che soffrono di diabete e che si sottopongono ad una terapia farmacologica per mantenere bassa l’emoglobina glicata finiscono per risultare i soggetti più esposti al pericolo di ipoglicemia. Quando il glucosio in circolo nel flusso sanguigno scende troppo si va incontro ad una condizione critica: il cervello che assorbe quasi un terzo del glucosio consumato dall’organismo non ha a disposizione la sua scorta di combustibile. Se i livelli di glicemia si attestano su dei valori eccessivamente bassi si innesca la risposta da parte dell’organismo attivando la reazione adrenergica che consiste in una sorta di condizione che può essere paragonata ad un risveglio improvviso a cui si associa una sensazione di rabbia fulminea. Al momento dell’innesto della reazione adrenergica il soggetto va incontro anche al rilascio di glucagone, un ormone che viene prodotto dal pancreas che stimola il fegato a rilasciare la riserva di glucosio immagazzinato nel corpo, in questo modo è possibile ottenere il ripristino del corretto equilibrio dei livelli di glicemia. Nei soggetti diabetici la reazione adrenergica avviene lentamente per cui la risposta delle cellule che producono glucagone risulta essere ritardata. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Emoglobina glicata e glicazione. Continue reading

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Anemia emolitica compensata: bassa concentrazione di emoglobina

Anemia emolitica compensata

Lo stato patologico dell’anemia emolitica compensata indica quella condizione che si caratterizza per il riscontro di una bassa concentrazione di emoglobina dovuta principalmente ad un eccessivo grado di emolisi in quanto la velocità di distruzione dei globuli rossi supera quella di produzione del midollo osseo che a sua volta è soggetto ad un deficit nella sua risposta. All’inizio si evidenzia un’emolisi solo di poco aumentata, ma in seguito il disordine emolitico può trasformarsi in una anemia emolitica e la malattia può addirittura presentarsi in associazione ad altri tipi di anemia. La diagnosi di questa condizione patologica si avvale principalmente dall’esame morfologico del sangue periferico da cui si rileva il meccanismo di emolisi a cui si accompagna eritrofagocitosi. Nello specifico la spia che meglio permette di identificare un’attiva emolisi è la stessa presenza di sferociti, ossia di globuli rossi abnormi, che hanno forma sferica e non disco biconcavo, inoltre queste cellule sferoidali hanno perso la membrana cellulare. Inoltre la presenza di sferociti è indicata da un elevato valore di MCHC, un valore che si evidenzia anche in caso di anemia emolitica. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Emolisi: come avviene e cosa implica. Continue reading

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Normocromia ed anemia normocromica normocitica

Normocromia cosa indica

In riferimento ai globuli rossi si parla di normocromia per indicare il normale contenuto di emoglobina, senza però tener conto del loro numero e della morfologia  degli eritrociti. Per cui quando si fa riferimento alla serie normocitica nella genesi degli eritrociti si intende principalmente l’unione tra il normoblasto, ossia la cellula enucleata, con il capostipite detto  anche pronormoblasto o pro eritroblasto, e con l’elemento completamente maturo costituito dall’eritrocito. Per se dagli esami di laboratorio emerge che i normociti non sono in condizione di normocromia vuol dire che è stata rilevata un’anomalia relativa al contenuto di emoglobina. La condizione di normocitosi dunque rappresenta lo stato di salute delle cellule emetiche in quanto con questo termine si evidenzia la presenza nel sangue di globuli rossi normali, quando però i valori non risultano corrispondenti al range della normalità si può andare incontro ad una serie di condizioni patologiche tra cui la cosiddetta anemia normocromica normocitica. Ulteriori informazioni utili si trovano su Emoglobina A concentrazione ematica e funzioni. Continue reading

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Emoglobina A concentrazione ematica e funzioni

Emoglobina A: il sui ruolo

Viene definita emoglobina A la quota principale di questo tipo di proteina globulare presente nel soggetto adulto, infatti la sua percentuale di concentrazione nel flusso ematico è pari quasi al 100%, inoltre questa forma di emoglobina adulta a livello strutturare è costituita da due catene alfa e da due catene beta. Nello specifico l’emoglobina nell’ adulto è composta percentualmente dal tipo HbA per il 96% è α2β2, la restante quota è rappresentata dall’HbA2 pari al 3% e dall’HbF ma solo per l’1%. L’emoglobina come tutte le cellule  ematiche viene sintetizzata dal midollo osseo, e per poter esser prodotta è necessario il ferro, in particolare l’emoglobina viene sintetizzata a livello dei proeritroblasti policromatofili, che sono i precursori dei globuli rossi, all’interno del globulo rosso maturo poi questa proteina globulare si concentra in livelli alti. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Emoglobina A2: valori normali, alti e bassi. Continue reading

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Emoglobina Gower e sostituzione emoglobina adulta

Emoglobina Gower: i caratteri dell’emoglobina fetale

Nei primi 3 mesi di sviluppo embrionale si riscontra la presenza in alta concentrazione dell’emoglobina fetale umana che si compone essenzialmente di due forme (I e II), e nel corso della vita embrionale la principale tipologia che si attesta su dei valori più alti è la cosiddetta emoglobina Gower I, in seguito nel corso del periodo gestazionale durante il quale si inattivano i geni embrionali e si attivano quelli fetali si riscontrano tracce anche di altre due forme di emoglobine fetali, ovvero quella Gower II e la Portland. Nello specifico la sintesi di emoglobina fetale ha inizio solitamente verso la sesta settimana di gravidanza, e progressivamente ed in maniera graduale avviene la sostituzione delle emoglobine embrionali Gower, Gower II e Portland che vengono prodotte nelle prime settimane di vita embrionale. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Emoglobina Hb: le anomalie che la interessano. Continue reading

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