Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Emoglobina: tutto su cause, gravidanza, sintomi, rimedi, esame, rischi, tracce e valori normali alti o bassi.

Saturazione emoglobina: monitoraggio incruento della saturazione arteriosa

Saturazione emoglobina

Attraverso l’indice ematico della saturazione emoglobina si può valutare la percentuale di emoglobina combinata con l’ossigeno rispetto alla concentrazione totale di emoglobina presente nel circolo sanguigno. Quando la proteina addetta al trasporto dell’ossigeno nell’organismo si legata all’ossigeno viene chiamata ossiemoglobina, mentre la frazione di emoglobina libera, ossia non legata all’ossigeno, viene chiamata emoglobina ridotta. In base al differente grado di saturazione di ossigeno cambia anche il colore dell’emoglobina si passa infatti dal rosso vivo, quando la proteina è congiunta all’ossigeno, al colore rosso scuro che invece segnala la presenta dell’emoglobina ridotta. È importante controllare questo indice attraverso uno specifico esame: il monitoraggio incruento della saturazione arteriosa grazie al quale è possibile valutare  la percentuale di emoglobina satura di ossigeno, ossia il grado di ossigenazione del sangue. Il monitoraggio della saturazione dell’emoglobina consente così di determinare il grado di ossigenazione del sangue per valutare il suo corretto transito attraverso i polmoni, ma allo stesso tempo permette di tenere sottocontrollo il funzionamento dell’apparato respiratorio nella sua totalità. Altre informazioni utili si trovano su Emoglobina nel sangue: la saturazione emoglobinica. Continue reading

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Emoglobina alfa talassemia: patogenesi

Emoglobina alfa talassemia

A causa dell’insorgenza di disturbi ereditari da attribuire ad anomalie nella sintesi dei componenti dell’emoglobina sorge l’alfa talassemia, o talassemia alfa, una malattia causata dalla produzione difettosa o assente delle subunità di tipo alfa dell’emoglobina. Questa  mutazione genetica si evidenzia nella vita adulta con un accumulo di catene beta, invece nei neonati si verifica un accumulo di catene di tipo gamma: in questo modo si vengono a formare delle emoglobine patologiche: emoglobina H nell’adulto ed emoglobina di Bart nel neonato. Per giungere alla diagnosi bisogna eseguire degli esami con cui è possibile valutare la quantità ed il tipo di emoglobine presenti, prendendo anche in esame il numero ed il volume dei globuli rossi. I soggetti colpiti da alfa talassemia deve sottoporsi a continui controlli ed in genere devono seguire una terapia antibiotica prolungata per debellare i diversi processi infettivi che spesso li aggrediscono, a volte viene somministrato acido folico per stimolare la produzione di nuova emoglobina, da associare ad altri trattamenti farmacologici mirati in base alla sintomatologia di ciascun soggetto. Maggiori informazioni su Emoglobina Hb: le anomalie che la interessano. Continue reading

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Analisi del sangue MCV: l’importanza di questo indice

Analisi del sangue MCV

Tra gli indici c corpuscolari che vengono riportati sulle analisi del sangue vi è il parametro MCV con cui si fa riferimento al volume cellulare medio che permette di valutare il volume medio dei globuli rossi. In particolare questo parametro ematochimico permette di determinare se la morfologia dei globuli rossi è normale, ma allo stesso tempo è possibile rilevare se sono troppo grandi oppure troppo piccoli: un’indicazione che assume un significato importante per la diagnosi delle diverse forme di anemia. Normalmente i globuli rossi per adempiere la loro azione di trasporto dell’emoglobina ai diversi tessuti ed organi del corpo devono avere una morfologia regolare, ovvero la loro forma deve essere quella di un disco biconcavo con nucleo schiacciato, inoltre le dimensioni devono essere regolari. Quando un soggetto evidenzia globuli rossi più piccoli del normale allora può essere affetto da anemia microcitica, in questo caso il livello di MCV è minore a 80 femtolitri; se invece gli eritrociti hanno una forma più grande rispetto a quelli normali allora si è in presenza di una forma di anemia macrocitica, la concentrazione di MCV è maggiore di 95 femtolitri; se il valore dell’MCV si attesta in un range compreso tra 80-95 femtolitri si è in presenza di alcune anemie normocitiche. Maggiori informazioni su Hgb emoglobina ed indici corpuscolari: significato nel referto delle analisi. Continue reading

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Emoglobina C: quadro clinico

Approfondimenti

Emoglobina C: le caratteristiche di questa forma di emoglobinopatia

Tra le anomalie che rientrano nell’elenco delle emoglobine di tipo patologico bisogna menzionare anche l’emoglobina C tipica della razza negra, per poter diagnosticare questa mutazione si esegue l’elettroforesi a pH acido su acetato di cellulosa con cui è possibile riscontrare delle emoglobine anomale tra cui non solo la Hb C ma anche la Hb F. L’emoglobina C è un’alterazione da ricondurre ad una mutazione genetica che riguarda la beta globina, per cui si viene a verificare la sostituzione di un acido glutammico con una lisina in posizione 6 nella catena globinica. Questa forma di emoglobinopatia spesso è aggravata nello stato in eterozigosi dall’emoglobina S a cui si associa una grave forma di anemia. Tale forma patologica si evidenzia con maggiore incidenza nell’Africa Occidentale in Paesi come il Burkina Faso, la Costa d’Avorio, la Ghana, il Togo, il Benin, si riscontrano casi anche nella popolazione di colore nei Caraibi e nel Nord Africa. Per approfondimenti si rimanda alla lettura dell’articolo Emoglobina s: diagnosi e cura. Continue reading

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Emoglobina F utile nella diagnosi di anemia con microcitemia

Emoglobina F cosa indica

Con la dicitura emoglobina F si fa riferimento a quella componente proteica che è predominante durante la vita fetale e nella prima infanzia, che poi in età adulta viene rilevata solo in minime tracce attraverso l’esame del sangue. In particolare l’emoglobina fetale assolve al trasporto dell’ossigeno nel feto durante gli ultimi sette mesi della vita intrauterina. Le principali differenze tra la componente proteica adulta e quella fetale si evincono dal punto di vista strutturale in quanto l’emoglobina fetale (α2γ2) si differenzia da quella adulta (α2Β2) per la presenza di due catene gamma al posto della due catena alfa, mentre dal punto di vista  funzionale le differenze sono rappresentate dal fatto che l’emoglobina F per poter favorire un normale sviluppo del feto deve essere in grado di legarsi all’ossigeno con una relazione più stretta rispetto all’emoglobina dell’adulto permettendo così al feto di estrarre con maggiore efficacia l’ossigeno dal sangue materno. Dopo la nascita, a partire dalla dodicesima settimana di vita postnatale e poi nel giro del primo anno di vita, nei neonati  l’emoglobina fetale va progressivamente riducendo la sua concentrazione nel circolo sanguigno per essere rimpiazzata così dall’emoglobina dell’adulto. Per maggiori notizie si rimanda alla lettura dell’articolo Elettroforesi emoglobina: come si svolge la procedura. Continue reading

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Contenuto medio emoglobina: l’indice per distinguere le anemie

Contenuto medio emoglobina

Il contenuto medio di emoglobina (MCH) che si rileva da un campione di sangue è la quantità media di emoglobina presente in ogni singolo globulo rosso per questo motivo è un indice che aiuta a distinguere le anemie macrocitiche da quelle microcitiche. È importante assicurarsi che le concentrazioni di emoglobina presenti in un globulo rosso siano nella norma, quando si riscontra un livello di MCH troppo basso, generalmente quando è inferiore a 26, allora nel corpo del soggetto vengono prodotti globuli rossi di piccole dimensioni quindi come conseguenza viene ridotta la concentrazione di emoglobina presente all’interno di ogni globulo rosso, tale condizione è da ascrivere alla presenza dell’anemia ipocromica microcitica. Invece quando i livelli dell’indice MCH sono troppo alti si riscontrano dei valori superiori a 33, questa alterazione è da ricondurre alla ridotta produzione di globuli rossi che si caratterizzano però per delle ma di dimensioni più grandi del normale, in questo caso si evidenzia la formazione di una quantità eccessiva di emoglobina negli eritrociti che danno vita alle diverse forme di anemie macrocitiche. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Concentrazione media emoglobina: valori. Continue reading

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Emoglobina A1c: il legame con il glucosio

Emoglobina A1c

L’emoglobina A1c è una parte integrante della componente proteica presente nei globuli rossi, che indica la congiunzione con il glucosio, si parla quindi di emoglobina glicata. Il glucosio è lo zucchero più importante presente nel corpo che viene assimilato attraverso l’alimentazione, a patire dalle proteine, dai grassi e dai carboidrati costituendo quindi la principale fonte di energia e viene trasportato attraverso il flusso sanguigno ad ogni cellula del corpo. Attraverso l’analisi dell’emoglobina glicata è possibile misurare la quantità di zucchero presente nel sangue, costituendo un indicatore utile per i pazienti diabetici e per il controllo metabolico degli zuccheri nel sangue. La misura del glucosio nel sangue viene identificata dai valori dell’HbA1c e viene normalmente espressa in mg/dl (milligrammi a decilitro). Da quanto rivelato da diversi studi scientifici, tra i quali il Diabetes Control and Complications Trial (DCCT), è stato evidenziato quanto sia importante il test dell’emoglobina glicata soprattutto per scongiurare le complicanze connesse con il diabete, in quanto se si abbassa il valore dell’emoglobina A1c si possono prevenire lo sviluppo di disturbi alla retina, ai reni ed ai nervi nelle persone colpite da diabete mellito. Il Diabetes Control and Complications Trial ha dimostrato che la salute di un soggetto diabetico è inversamente proporzionale ai livelli dell’emoglobina glicosilata. Maggiori notizie su Emoglobina glicosata e controllo glicemico. Continue reading

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Concentrazione media emoglobina: valori

Approfondimenti

Concentrazione media emoglobina

La concentrazione cellulare media emoglobina, il cui acronimo identificativo è MCHC, è un indice che viene rivelato dall’esame emocromocitometrico e permette di valutare la quantità di emoglobina presente in ciascun globulo rosso in relazione alla stessa dimensione dell’eritrocita, quindi con questo indice si esaminano  i globuli rossi verificando in relazione alla loro grandezza contengono una quantità sufficiente o meno di emoglobina. Questo parametro può essere calcolato attraverso un semplice calcolo che consiste nella divisione della concentrazione plasmatica di emoglobina per l’ematocrito, anche se la concentrazione cellulare media di emoglobina (MCHC) può essere calcolata in maniera automatica servendosi di un contatore elettronico di cellule dopo aver misurato l’emoglobina e calcolato l’ematocrito.  Nello specifico la concentrazione media dell’emoglobina così come i valori dell’ematocrito sono degli indici fondamentali con cui è possibile valutare la severità delle diverse forme di anemie, inoltre valori anomali di MCHC sono indice di diverse patologie a livello ematico. Sono considerati normali i valori compresi nel range 32-36 g/dL, mentre se si evidenziano dei valori inferiori allora il soggetto può essere affetto da forme di anemie ipocromiche, qualora i valori risultino superiori allora si evidenziano stati emolitici. Per maggiori notizie si rimanda all’articolo Hgb emoglobina ed indici corpuscolari: significato nel referto delle analisi. Continue reading

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Emoglobina a 7: un valore preoccupante

Emoglobina a 7 cosa significa

Il controllo dei valori dell’emoglobina è importante per verificare se i valori rientrano nel range di riferimento considerato normale, oppure per valutare se essi risultano superiori o inferiori, in tal caso possono indicare che qualcosa nel corpo non funziona. Questa molecola proteica può essere interessata da un lieve calo dei valori con l’avanzare dell’età, si tratta di una condizione fisiologica da correlare al rallentamento naturale delle funzioni vitali che si evidenziano anche nel trasporto dell’ossigeno negli organi e nei tessuti. Quando si riscontra un valore di emoglobina a 7, che si ripete con una certa costanza, allora possono essere prescritte al soggetto delle trasfusioni di sangue. Questa anomalia può essere causata da diversi fattori di natura patologica o fisiologica, in particolare i valori bassi dell’emoglobina si evidenziano come conseguenza dell’assunzione di specifici farmaci, anche le emorragie interne oppure esterne possono provocare una riduzione dei valori di Hb. Per approfondimenti si rimanda alla lettura dell’articolo Emoglobina bassissima analisi e diagnosi. Continue reading

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L’emoglobina: i possibili valori anomali

L’emoglobina e la sua composizione

L’emoglobina che viene indicata con il simbolo Hb è una proteina solubile di colore rosso presente nei globuli rossi del sangue adempie all’ossigenazione dei diversi tessuti del corpo umano ma adempie anche al recupero dell’anidride carbonica dai polmoni per consentirne l’eliminazione. L’emoglobina è composta da un parte proteica, la globina, e da una parte che contenente ferro identificata con il termine eme. L’emoglobina contiene quattro atomi di ferro e nello specifico si stima che circa il 70% del ferro sia presente nei globuli rossi facendo parte della struttura dell’emoglobina, mentre il 10% fa parte della mioglobina. Il giusto dosaggio di ferro è essenziale per la struttura dell’emoglobina in quanto un suo deficit è alla base  dello sviluppo di diverse forme di anemia da quelle più lievi a quelle più severe; inoltre i difetti a carico dell’eme possono sfociare nella porfiria.  Se invece si riscontra un difetto a carico dei della globina allora il soggetto può evidenziare diverse condizioni patologiche  prime tra tutte la talassemia. In alcuni casi poi sia la talassemia che la porfiria possono dipendere da alterazioni legate al metabolismo del ferro. Per maggiori notizie si rimanda alla lettura di Emoglobina struttura: passaggio dallo stato T allo stato R. Continue reading

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