Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Emoglobina: tutto su cause, gravidanza, sintomi, rimedi, esame, rischi, tracce e valori normali alti o bassi.

Ortica proprietà curative a livello ematico

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Ortica proprietà curative a livello ematico

Tra le piante selvatiche ricche di virtù, l’ortica è molto apprezzata anche per le sue proprietà curative a livello ematico grazie ad una composizione variegata di principi attivi quali: silicio, ferro, manganese, potassio, calcio, flavonoidi, cumarina, acidi fenolici, tannini, polisaccaridi, carotene, istamina, acetilcolina, clorofilla, acido gallico, acido formico, vitamine A e C. come rimedio naturale si utilizzano principalmente le foglie e le radici secche: dalle foglie della pianta si ricavano delle sostanze capaci di promuovere un’azione tonica, depurativa e diuretica, per questa ragione l’ortica è utile per trattare disturbi di tipo urinario, dolori articolari, diarrea cronica, anemia, flusso mestruale abbondante, ulcere di stomaco. Proprio per la sua variegata presenza di componenti salutari l’ortica è conosciuta per la sua azione antianemica: il ferro, vitamina e la clorofilla sono in grado di stimolare la produzione dei globuli rossi per questa ragione si raccomanda l’uso della pianta in caso di anemie dovute al deficit di ferro, la tisana all’ortica viene così consigliata in caso di anemia sideropenica oppure in caso di anemia da perdite di sangue. Continue reading

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Formazione di gruppi carbammato nell’emoglobina come avviene

Formazione di gruppi carbammato nell’emoglobina come avviene

La formazione di gruppi carbammato nell’emoglobina avviene attraverso una specifica reazione di gruppi amminici terminali delle catene di globina con l’anidride carbonica,  in questo modo aumenta la tendenza al rilascio delle restanti molecole di ossigeno legate; attraverso questa reazione si attiva un processo di maggiore stabilizzazione dell’emoproteina, nome con cui si definiscono le macromolecole biologiche che nei tessuti degli organismi animali partecipano ai processi ossido-riduttivi, nello specifico si tratta di molecole biologiche formate da una parte proteica, una globina ed un gruppo prostetico di tipo metallorganico, eme che si congiunge in questo modo con la globina. Le emoproteine sono composti di particolare importanza biologica in quanto prendono parte ai processi ossido­riduttivi dei tessuti degli organismi animali. Tra le forme di trasporto dell’anidride carbonica all’interno dell’organismo per mezzo del sangue vi è la carbaminoemoglobina ovvero il composto che si struttura normalmente nei globuli rossi a partire dal legame dell’emoglobina con l’anidride carbonica, anche se non è ancora chiaro dove esattamente la CO2 si legai alla molecola di emoglobina per formare tale composto. Continue reading

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Emoglobina diminuita conteggio reticolocitario

Emoglobina diminuita conteggio reticolocitario

Tra i parametri utili per la classificazione delle diverse forme di anemia viene esaminata in caso di emoglobina diminuita il conteggio reticolocitario che permette di misurare i reticolociti che rappresentano gli elementi di transizione tra eritroblasti nucleati e globuli rossi, la cui permanenza nel midollo osseo e nel sangue periferico è di 24 ore. La conta dei reticolociti riproduce uno dei principali indicatori dell’entità di produzione dei globuli rossi in quanto fornisceuna rappresentazione attuale dell’attività midollare di eritropoietina, in caso poi di emoglobina bassa questo parametro esprime la capacità del sistema eritroide di rispondere all’anemia. Nello specifico il conteggio reticolocitario permette di impostare una classificazione iniziale delle anemie normocitiche che vengono così ripartite in forme senza reticolocitosi, causate da una ridotta produzione di globuli rossi, ed in forme con reticolocitosi provocate da un aumento dell’emolisi oppure emorragia, con progenitori integri ed efficienti, e quindi non capaci di riequilibrare il danno periferico. Continue reading

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Cellule del sangue si formano rapidamente dalle cellule staminali: ricerca canadese

Cellule del sangue si formano rapidamente dalle cellule staminali: ricerca canadese

Per circa 60 anni è stata ritenuta vera la teoria secondo la quale la formazione delle cellule ematiche fosse scandita da diversi passaggi intermedi, ma grazie ad uno studio canadese è emerso chiaramente che le cellule del sangue si formano rapidamente dalle cellule staminali. I ricercatori guidati da John E. Dick dell’Università di Toronto hanno scoperto che le cellule ematiche vanno incontro ad un processo rapido di formazione già a livello delle cellule staminali senza seguire uno schema gerarchico, inoltre il sangue con il passare degli anni subisce delle alterazioni in particolare nel corso del passaggio dall’età dello sviluppo a quella adulta. Lo studio pubblicato sulla rivista Science ha così smentito la precedente teoria che attribuiva la presenza di diverse fasi nel meccanismo di formazione delle varie cellule ematiche, si pensava infatti che dopo essere state create dalle staminali, le cellule si differenziassero per diventare prima oligopotenti ed in un secondo tempo unipotenti. Continue reading

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Valori dell’ematocrito superiori alla norma

Valori dell’ematocrito superiori alla norma

Diversi fattori i fisiologici ed altri patologici possono influenzare i valori dell’ematocrito con cui si misura il rapporto che intercorre tra gli elementi figurati del sangue ed il plasma, rappresentando quindi il rapporto percentuale tra i globuli rossi e la parte liquida del sangue. Rispetto alle donne, gli uomini presentano un valore superiore in condizioni normali, una condizione da ascrivere ad influenze di tipo ormonale visto che nel corpo dell’uomo si verifica una maggiore secrezione di testosterone che determina così una più alta concentrazione di globuli rossi nel sangue; i globuli rossi vengono prodotti nel midollo osseo grazie all’azione stimolante dell’eritropoietina, un ormone secreto a livello renale. In presenza di livelli di ossigeno bassi nel sangue viene prodotta una maggiore secrezione di eritropoietina e si verifica anche un aumento della sintesi di nuovi eritrociti per assicurare un trasporto più efficace dell’ossigeno ai tessuti. Continue reading

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Curva glicemica nella diagnosi del diabete mellito

Curva glicemica nella diagnosi del diabete mellito

Tra gli esami utili per rilevare alterazioni del metabolismo dei carboidrati, la curva glicemica è un utile strumento per la diagnosi del diabete mellito, si tratta nello specifico di un test di tolleranza al glucosio noto anche con il termine di curva da carico (Oral Glucose Tollerance Test, OGTT) o test da carico orale di glucosio. Questo esame in genere viene richiesto dal medico ai soggetti con alterata glicemia a digiuno o IFG (Impaired Fasting Glucose), l’esame viene raccomandato anche ai soggetti che presentano dei valori di glicemia a digiuno compresi fra 110 e 125 mg/dl, che non hanno diagnosi di diabete mellito e che presentano altre condizioni patologiche che possono esporre al rischio di sviluppare: alterato profilo dei lipidi nel sangue (colesterolo HDL <35 mg/dl e/o trigliceridi > 250 mg/dl); diabete; ipertensione arteriosa; soprappeso; obesità; ereditarietà con il diabete di tipo 2;  episodi antecedenti di una malattia cardiovascolare. Continue reading

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Idrope fetale con Hb di Bart

Idrope fetale con Hb di Bart

L’assenza di 4 geni alfa-globinici determina l’idrope fetale con Hb di Bart, una malattia dovuta alle mutazioni dei geni HBA1 e HBA2 che costituisce la forma più severa di alfa-talassemia in quanto risulta quasi sempre letale visto che chi ne è affetto presenta delle caratteristiche che risultano non compatibili con la vita extrauterina, a sua volta anche la gestante può andare incontro a gravi complicanze. Il paziente colpito da questa anomalia presenta sin dalla vita  fetale un edema generalizzato, effusioni pericardiche e pleuriche, anemia ipocromica grave; possono essere presenti talvolta dei segni clinici secondari rappresentati per lo più dai seguenti sintomi: ritardo della crescita cerebrale, idrocefalo, epatosplenomegalia, deformità urogenitali, malformazioni di tipo cardiovascolare, eritropoiesi extramidollare. Sul fronte invece delle complicazioni materne durante la gravidanza si possono registrare casi di preeclampsia, emorragia antepartum, parto prematuro, polidramnios, oligoidramnios; per non incorrere in gravi quadri clinici non è rara come indicazione medica l’interruzione precoce delle gravidanze a rischio, a causa della gravità della sindrome e del rischio per la madre di sviluppare complicazioni alquanto severe nel proseguo della gestazione. Continue reading

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Diagnosi delle emoglobinopatie

Diagnosi delle emoglobinopatie

Le mutazioni che interessano i geni responsabili della sintesi delle catene globiniche determinano dei disordini genetici quantitativi e/o qualitativi e per la diagnosi delle emoglobinopatie è necessario esaminare degli indici specifici. Una volta individuato il gene coinvolto dal difetto, le emoglobinopatie vengono classificate in talassiemie (alfa, beta, delta beta) e varianti strutturali anormali; le varianti emoglobiniche sono da ascrivere ad una mutazione dovuta ad una sostituzione aminoacidica, talvolta il disordine genetico non causa sintomi, talvolta possono manifestarsi dei quadri clinici alquanto severi in relazione all’alterazione funzionale dell’emoglobina derivante dal difetto genetico. Per identificare il difetto molecolare si deve partire dal sequenziamento del geneglobinico attraverso l’amplificazione del DNA, per la diagnosi di emoglobinopatie si deve infatti avviare un’indagine di laboratorio che include la determinazione dell’emocromo, la determinazione del pattern emoglobinico, la quantificazione dell’HbA2, la composizione delle varianti di emoglobina mediante cromatografia. Tra i parametri che vengono valutato con attenzione ci sono i seguenti indici: il volume corpuscolare medio (MCV), l’emoglobina corpuscolare media (MCH), il pattern emoglobinico (con rilevazione dei livelli di HbA2), l’HbF e le eventuali varianti. Continue reading

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Mutazione genetica dell’anemia falciforme

Mutazione genetica dell’anemia falciforme

La sintesi dell’emoglobina avviene in maniera anomala nei soggetti colpiti dalla mutazione genetica dell’anemia falciforme, in questa patologia ematica la mutazione riguarda una singola base nucleotidica del gene che codifica per la subunità Beta. Nello specifico un adenina sostituisce una timina provocando come conseguenza diretta la sostituzione dell’aminoacido rappresentato dall’acido glutammico con la valina causando così la struttura di una forma anomala di emoglobina che ha la morfologia di una falce si parla per questo di emoglobina S: a causa della bassa tensione di ossigeno si verifica la polimerizzazione dell’emoglobina per questa ragione gli eritrociti si allungano e si incurvano, assumendo la forma a falce. Questa condizione ereditaria è presente sin dalla nascita nel soggetto presentandosi come una malattia autosomica recessiva, più precisamente i pazienti con anemia falciforme sono omozigoti per la mutazione; nel caso invece di soggetti eterozigoti si tratta di individui per lo più privi di sintomi dal momento che ricevono un gene mutato da un genitore ed il suo allele sano dall’altro, anche se non si tratta di soggetti anemici è in loro presente il trait falciforme, nello specifico l’uno percento dei globuli rossi che circolano nel flusso ematico presenta una forma anomala. Continue reading

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Emoglobinuria parossistica notturna forma di anemia emolitica cronica

Emoglobinuria parossistica notturna forma di anemia emolitica cronica

Si parla in ambito clinico di emoglobinuria parossistica notturna per definire una forma di anemia emolitica cronica che si evidenzia per la ripetizione nel tempo di episodi di crisi emolitiche notturne in associazione a leucopenia e talvolta trombocitopenia. L’emoglobinuria parossistica notturna è una condizione patologica da ascrivere ad un  disordine clonale delle staminali ematopoietiche, con produzione di cellule mature del sangue che presentano difetti di membrana da mutazioni acquisite del gene PIG-A, localizzato sul cromosoma X, che codifica per l’enzima fosfatidil-inositolo-glicano-A; queste alterazioni causano l’insorgenza di un deficit funzionale di PIG-A, che assume un ruolo centrale per la sintesi di un complesso glicolipidico (glicosil-fosfatidil-inositolo, GPI) che permette l’ancoraggio sulla membrana cellulare delle proteine CD55 e CD59, che hanno il compito di proteggere le cellule ematiche dall’azione litica del complemento. Nella maggioranza dei casi l’emoglobinuria parossistica notturna si manifesta con  episodi di emolisi intravascolare, provocati da un incremento della sensibilità dei globuli rossi alla lisi mediata dal complemento, non sono rare complicanze trombotiche ed infettive. Continue reading

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