Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Emoglobina: tutto su cause, gravidanza, sintomi, rimedi, esame, rischi, tracce e valori normali alti o bassi.

Coagulazione intravascolare disseminata di cosa si tratta

Coagulazione intravascolare disseminata di cosa si tratta

La condizione patologica caratterizzata da episodi di coagulazione del sangue circolante, a cui si accompagnano altri segni clinici ricorsivi quali emorragie, trombosi, maggiore deposizione di fibrina definisce il quadro clinico della coagulazione intravascolare disseminata il consumo dei fattori plasmatici e delle piastrine subisce delle anomalie, in quanto i livelli di concentrazione dei fattori plasmatici della coagulazione e delle piastrine possono in alcuni casi mantenersi normali, in altri casi i valori possono presentarsi aumentati oppure ridotti in questo caso la riduzione può interessare uno o più dei principi consumabili durante il processo emocoagulativo. Il quadro clinico è caratterizzato da delle manifestazioni variabili strettamente dipendenti da differenti fattori quali: la gravità del processo emocoagulativo, il grado di iperfibrinolisi sistemica e locoregionale presente, la capacità di compensare l’alterato uso dei fattori plasmatici, le anomalie quantitative e qualitative delle piastrine, la sede del problema. Per quanto riguarda le cause dell’insorgenza della condizione patologica bisogna segnalare diversi fattori quali: degli episodi di natura traumatica massiva, delle cause settiche batteriche, alcune patologie ostetriche, formazioni tumorali, la malaria, le ustioni, l’inoculazione di veleno di serpente. Continue reading

Published by:

Esame dell’eritropoietina quando viene richiesto

Esame dell’eritropoietina quando viene richiesto

Quando si evidenziano dati anomali dalle analisi dell’emocromo può essere richiesto l’esame dell’eritropoietina utile in particolare quando le alterazioni riguardano il numero degli eritrociti e l’emoglobina, si tratta inoltre di un’indagine che viene eseguita quando il quadro clinico presentato dal paziente fa sospettare la presenza di un’anemia e nello specifico l’esame dell’eritropoietina consente di formulare una diagnosi differenziale; l’indagine viene prescritta quando si riscontra un’anemia la cui causa non è da ascrivere a sideropenia, deficit di vitamina B12 o folati, emolisi, emorragie, il soggetto comunque evidenzia un quadro clinico caratterizzato da un ridotto numero di eritrociti, di emoglobina e di ematocrito con livelli di reticolociti normali o diminuiti. Questo tipo di indagine permette di distinguere tra un’insufficienza nell’eritropoiesi a livello midollare ed una carenza di eritropoietina, un’altra condizione che può essere valutata meglio con questo esame è l’eccesso di eritrociti causato da un’iperproduzione dell’ormone dell’eritropoietina; nello specifico permette di determinare se l’anemia è causata da un deficit di eritropoietina o dalla mancata risposta all’ormone, i soggetti colpiti da insufficienza renale cronica vengono periodicamente controllati attraverso l’esame per valutare l’impatto dell’insufficienza renale sull’eritropoiesi. Continue reading

Pubblicità
Published by:

Emoglobina effetto Hamburger

Tra i diversi studiosi che si sono occupati delle varie componenti che caratterizzano l’emoglobina, bisogna segnalare il fisiologo inglese Hartog Jakob Hamburger che ha descritto come avviene il movimento di ioni cloruro (Cl-) e bicarbonato (HCO3-) attraverso lo scambiatore cloruro-bicarbonato collocato sulla membrana plasmatica di ogni globulo rosso denominato banda III, tale processo ha preso il nome dallo stesso studioso ed è quindi noto come effetto Hamburger. Nello specifico questo effetto si verifica nei tessuti dove gli eritrociti perdono ioni bicarbonato  (HCO3-) ma nello stesso tempo acquisiscono ioni Cl- e molecole di H2O, con l’ingresso dell’anione cloruro si crea a un gradiente osmotico che determina il richiamo di acqua all’interno dell’eritrocita che in questo modo aumenta di volume. L’emoglobina che raggiunge un tessuto si trova allo stato rilasciato ossia legata all’ossigeno, ma in prossimità del tessuto viene carbossilata e passa allo stato teso, in questo stato l’emoglobina ha minore tendenza a legarsi con l’ossigeno è capace quindi di diffondere ossigeno al tessuto. Continue reading

Published by:

Emoglobina effetto Haldane

Emoglobina effetto Haldane

Negli alveoli polmonari l’ossigeno si lega all’emoglobina grazie al cosiddetto effetto Haldane che consente di spiegare il legame dell’ossigeno all’emoglobina che rende fisiologicamente il pH del sangue più acido. Questo effetto descritto per la prima volta dal fisiologo britannico John Scott Haldane da cui prende il nome facilita lo spostamento dell’anidride carbonica dal sangue agli alveoli grazie proprio all’acidità del sangue. Dunque la maggiore acidità dell’emoglobina legata all’ossigeno agevola la fase di eliminazione dell’anidride carbonica attraverso due meccanismi: l’emoglobina più acida ha meno tendenza a legarsi all’anidride carbonica, di conseguenza viene liberata un’alta percentuale di anidride carbonica; inoltre il pH più acido dell’emoglobina rilascia un maggior numero di H+ (ioni idrogeno) che combinandosi con ioni bicarbonato formano dapprima acido carbonico e successivamente H2O e CO2, favorendone così il rilascio a livello alveolare. Grazie a questo secondo meccanismo nei tessuti si registra una maggiore assunzione di anidride carbonica a cui corrisponde a livello alveolare una maggiore dispersione. Continue reading

Published by:

Casi di ipossiemia

Casi di ipossiemia

In presenza di condizioni patologiche che tendono ad interessare principalmente la sede polmonare si possono verificare casi di ipossiemia, ossia di una ridotta quantità di ossigeno nel sangue, si tratta di una problematica da imputare ad un deficit di saturazione di ossigeno per cui una percentuale inferiore di globuli rossi lega e trasporta ossigeno a tutti i tessuti ed agli organi dell’organismo. I casi di ipossiemia si rilevano quando la saturazione d’ossigeno scende al di sotto del 90%, tale condizione insorge come conseguenza di un’alterazione degli scambi gassosi tra sangue e atmosfera, che avvengono a livello degli alveoli polmonari; un’evenienza che si può registrare nei soggetti colpiti da malattie quali: ostruzioni delle vie aeree, fibrosi polmonare, enfisema, malattia polmonare interstiziale, embolia polmonare, polmonite, pneumotorace, edema polmonare, anemia, sindrome da distress respiratorio acuto, BPCO, sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno. Talvolta la ridotta quantità di ossigeno disponibile nel sangue può associarsi ad una ridotta quantità di ossigeno a disposizione dei tessuti per cui l’ipossiemia può essere accompagnata da ipossia: il sangue arterioso contiene una quantità di ossigeno più bassa  rispetto al normale, per cui l’entrata in circolo di sangue poco ossigenato non nutre adeguatamente i tessuti e gli organi determinando l’instaurarsi dell’ipossia. Continue reading

Published by:

Emoglobina catabolismo

Emoglobina catabolismo come si articola

Come tutte le sostanze proteiche anche l’emoglobina è soggetta a catabolismo ossia ad un insieme di processi metabolici che permettono di produrre  sostanze strutturalmente più semplici e prive di energia, liberando quella in eccesso nella forma di energia chimica e termica. Questa cromoproteina globulare tetramerica è localizzata all’interno dei globuli rossi dove assolve ad un’importante funzione di legare molecole di ossigeno e di trasportarle a livello dei tessuti. Il processo di turnover che coinvolge l’emoglobina si verifica quotidianamente e prevede che ogni giorno circa 7-8 grammi di emoglobina vengano catabolizzati e sostituiti dallo stesso numero di grammi di emoglobina neo sintetizzata. La degradazione dell’emoglobina consta di diverse tappe che portano questa proteina ematica ad essere  trasformata in birilubina e così essere esecreta correttamente dall’organismo attraverso le fisiologie vie di eliminazione. Continue reading

Published by:

Emoglobine patologiche tecniche HPLC

Emoglobine patologiche tecniche HPLC

Lo studio che permette di rilevare la presenza e l’entità di eventuali emoglobine patologiche si serve anche delle tecniche HPLC, sigla con cui si fa riferimento alla cromatografia liquida ad alta prestazione (High Performance Liquid Chromatography) o cromatografia liquida ad alta pressione (High Pressure Liquid Chromatography) che si dimostra un valido strumento di analisi in diversi settori della diagnostica. I principali campi di applicazione della tecnica riguardano il dosaggio dell´omocisteina, il dosaggio delle catecolamine urinarie, il dosaggio di alcuni farmaci. Nello specifico questa tecnica ampiamente usata in chimica analitica consente di separare e purificare i componenti in una miscela, in modo da poter identificare ogni componente favorendo allo stesso tempo la misurazione di ciascun componente. Questa tecnica di indagine si basa su pompe in cui passa un solvente liquido pressurizzato dove si concentra una miscela campione attraverso una colonna riempita con un materiale adsorbente solido; ciascun componente presente nel campione risente in modo diverso dall’influenza esercitata dal materiale adsorbente, determinando dei tempi di uscita differenti per i diversi componenti favorendo così la separazione dei componenti mentre defluiscono sulla colonna cromatografica nella quale vengono fissati. Continue reading

Published by:

Trombofilia anomalia della coagulazione del sangue

Trombofilia anomalia della coagulazione del sangue

La trombofilia identifica un’anomalia della coagulazione del sangue una condizione che espone il soggetto ad un maggiore rischio di trombosi che si viene a verificare solo in presenza di altri fattori di rischio. La forma principale di trombofilia è rappresentata dalla deficienza di antitrombina, una glicoproteina prodotta dal fegato che disattiva alcuni enzimi del sistema della coagulazione. I soggetti colpiti da questa anomalia non devono sottoporsi a nessun un trattamento specifico, nel caso in cui si registrano episodi ricorrenti di trombosi il medico decide di prescrivere una terapia anticoagulante da seguire nel lungo termine. Si vengono a distinguere due dorme di trombofilia, quella congenita e quella acquisita; il primo tipo è presente fin dalla nascita si tratta tendenzialmente di una forma di trombofilia ereditaria, che aumenta il rischio di sviluppare trombosi; invece la forma acquisita si manifesta nel corso della vita. I tipi più comuni di trombofilia congenita si evidenziano a causa dell’eccessiva attività dei fattori di coagulazione, tra cui il fattore V di Leiden ed una mutazione nel gene della protrombina; esistono anche dei tipi rari causate da una deficienza di anticoagulanti come ad esempio il deficit di antitrombina III, il deficit di proteina C, il deficit di proteina S. Tra le condizioni acquisite bisogna segnalare la sindrome da anticorpi antifosfolipidi, gli anticorpi anti-cardiolipina, gli anticorpi anti-β2-glicoproteina 1. Continue reading

Published by:

Anemia ipocromica di cosa si tratta

Anemia ipocromica di cosa si tratta

Tra le diverse forme di anemia, il tipo caratterizzato da globuli rossi più chiari del normale determina la cosiddetta anemia ipocromica, nei soggetti in salute normalmente il globulo rosso presenta un’area più chiara al centro, mentre la forma del disco è biconcava, invece le cellule ipocromiche presentano la zona di chiarore più marcata. La diminuzione del colore rosso è da ascrivere ad un deficit dell’emoglobina dei globuli rossi in proporzione al volume totale della cellula, il livello della Hb definisce la gravità dell’anemia, inoltre chi è affetto da questa forma di anemia presenta globuli rossi più piccoli. Si tratta di un’anemia cronica connessa ad un difetto congenito, ma possono intervenire altre cause alquanto comuni quali la carenza di ferro che può dipendere dallo scarso introito del minerale, dal suo cattivo assorbimento, oppure a causa di perdite ematiche; tra le altre cause può intervenire una patologia flogistica e la talassemia. L’anemia ipocromica determina talvolta un’alterazione della pelle nei pazienti, a cui si accompagnano dei sintomi generici quali: mancanza di respiro, mancanza di energia, dispepsia, mal di testa, scarso appetito. Continue reading

Published by:

Emogasanalisi arteriosa sistemica: a cosa serve

Emogasanalisi arteriosa sistemica: a cosa serve

Per misurare la quantità di ossigeno e di anidride carbonica presenti nel sangue ed il suo pH si esegue  uno specifico esame l’emogasanalisi arteriosa sistemica che consiste nel prelevare un campione di sangue dall’arteria radiale, quindi sul polso, in alcuni casi la sede del prelievo può essere rappresentata dall’arteria brachiale sita sulla parte anteriore del gomito, il prelievo può essere effettuato anche a livello femorale. Con questo esame è possibile verificare la presenza di un’insufficienza respiratoria o per valutare diversi meccanismi fisiopatologici relativi all’insufficienza respiratoria, questo esame può essere inoltre eseguito per testare gli effetti terapeutici in caso di somministrazione di ossigeno nel paziente colpito da ipossia. In genere l’esame viene prescritto a quei soggetti che presentano un quadro clinico caratterizzato da sintomi respiratori quali difficoltà a respirare o respiro corto, si tratta di manifestazioni che possono far sospettare nel paziente episodi di asma oppure delle patologie polmonari croniche di tipo ostruttivo. Il soggetto che si sottopone ad emogasanalisi arteriosa sistemica non deve presentarsi al prelievo digiuno, non è necessario poi sospendere eventuali terapie in corso ma è opportuno che il paziente segnali l’assunzione di farmaci che interferiscono con la coagulazione (TAO). Continue reading

Published by: