Diagnosi e terapia dei disturbi dell’equilibrio

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disturbi equilibrio

I disturbi dell’equilibrio riguardano più soggetti di quanto sia soliti pensare, con questa etichetta infatti definiamo una serie di problematiche diverse, anche molto distanti tra loro, che necessitano di trattamenti ad hoc. Tutto parte ovviamente da un’adeguata diagnosi, da sconsigliare quindi la (troppo) diffusa pratica di un’autodiagnosi, elaborata magari tramite sessioni di ricerca su Google. Per riconoscere e risolvere problematiche che hanno impatti tanto rilevanti sulla vita quotidiana, serve l’ausilio di un professionista, come conferma http://www.otoperforma.it/, occorre una persona che abbia formazione teorica ed operativa per riconoscere le cause di un sintomo e pianificare un piano d’intervento volto a migliorare la condizione del paziente. Diagnosi e terapia dei disturbi dell’equilibrio non sono cose da affidare a persone improvvisate, con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza in modo da indirizzare i pazienti verso una scelta più consapevole.

Disturbo dell’equilibrio: le tipologie

Come abbiamo già accennato, sotto l’etichetta di disturbi dell’equilibrio sono comprese varie problematiche, una categorizzazione diffusa le divide in due tronconi. Il disturbo statico riguarda la sensazione da parte del paziente di avvertire movimento benché si trovi in situazione di stasi, il disturbo dinamico invece consiste nel vacillare durante il movimento. Entrambi le situazioni si traducono in una forte sensazione di disagio per il paziente, malessere psicofisico che porta a enormi difficoltà nell’interazione con lo spazio circostante e la percezione di sé nello spazio. Sono problematiche da affrontare in maniera integrata, senza trascurare gli aspetti di natura psicologica, cruciali per il buon esito di un percorso riabilitativo.

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Come riconoscere disturbi dell’equilibrio

Il paziente non può chiaramente fare luce sulle cause che originano il problema, il punto di vista soggettivo si concentra sui sintomi che vanno a inficiare la qualità della vita. Uno dei sintomi più diffusi è quello di vertigine, spesso accompagnato dalla sensazione di non potersi muovere senza cadere. Frequenti anche nausea e vomito, vista offuscata e problemi di disorientamento. Un ventaglio ampio di sintomi, che possono presentarsi singolarmente o andare a costituire un quadro strutturato, rendendo ancora più complessa la relazione tra il paziente e la condizione nella quale, suo malgrado, si trova.

I motivi

Sono molteplici le possibili cause, visto che le funzioni legate all’equilibrio sono gestite da diverse variabili. Spesso il problema riguarda l’orecchio, in particolare l’apparato vestibolare, ciòè l’organo direttamente preposto al controllo dei parametri connessi con il mantenimento dell’equilibrio. Tra le possibili cause anche patologie neurologiche quali il morbo di Parkinson o patologie circolatorie. Necessario dunque un accurato controllo sulla storia clinica del paziente, cercando di fare luce su ogni aspetto della sua vita e il suo stato di salute.

I dati che abbiamo riportato di puro carattere informativo, giusto infatti ricordare come il sistema dell’equilibrio nel nostro corpo sia particolarmente articolato con una complessa interazione di strutture complesse che, congiuntamente, consentono l’orientamento. Coinvolti in tale processo ci sono gli organi visivi, i nuclei della base del cervello, il cervelletto, numerose terminazioni nervose muscolari e, come già affermato, l’apparato vestibolare. Ed è proprio l’orecchio a essere infatti il centro più delicato per quanto riguarda la gestione dell’equilibrio.

La complessità di questo scenario rende non sempre agevole il riconoscimento delle cause, alcune problematiche possono anche essere causate da situazioni traumatiche, pensiamo a traumi riguardanti la colonna cervico-dorsale (colpo di frusta). Da non sottovalutare neppure i problemi connessi a sensazioni sgradevoli quando ci si trova in siti elevati, le cosiddette vertigini da altezza. In questo caso non ci troviamo dinanzi a patologie, il trattamento dovrà essere necessariamente diverso.

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