Emangiomi ed emoglobina: qual è il loro rapporto?

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Quando parliamo di emangiomi infantili, ci riferiamo a quegli inestetismi presenti sin dalla nascita e localizzati a livello cutaneo o intorno alle mucose, caratterizzati da macchie, spesso anche vistose, di colore rosso-violetto.

Mentre alcuni emangiomi sono di dimensioni talmente piccole da essere appena visibili, alcuni possono essere anche molto grandi e in grado di deturpare il viso.

In base alla forma che essi assumono, possono essere classificati come piani, caratterizzati da macchie vascolari di dimensioni differenti, oppure cavernosi, contraddistinti da una piccola macchia a forma di fragola, lievemente sporgente. La maggior parte degli emangiomi infantili regredisce in modo spontaneo senza necessitare di un intervento mirato di tipo chirurgico ma, talvolta, essi possono insorgere a carico di diversi organi limitandone la funzionalità, richiedendo un approccio più mirato.

Il ruolo dell’emoglobina

Benché le cause dell’insorgenza degli emangiomi restano ancora sconosciute, molti studiosi hanno indagato sulla possibile correlazione tra questa particolare forma di tumore benigno e l’intervento degli estrogeni insieme all’emoglobina.

Quest’ultima, infatti, responsabile del trasporto dell’ossigeno all’interno dei tessuti che ne abbiano maggior bisogno, potrebbe essere insufficiente, se non addirittura assente a seguito dell’incremento di ormoni successivi alla nascita, facilitando in questo modo l’esordio di questo tipo di tumore benigno sia a livello cutaneo sia a carico di qualche organo vitale. Quindi, l’ipossia dei tessuti molli ben potrebbe favorire l’insorgenza di un emangioma nelle prime settimane di vita del bambino.

Come trattare gli emangiomi infantili

A seconda della maggiore o minore concentrazione di emoglobina, possiamo distinguere tre diverse fasi nello sviluppo di un emangioma infantile.

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Nella fase di proliferazione, in cui i livelli di emoglobina sono veramente bassi a favore della maggiore concentrazione di ormoni gestazionali, l’emangioma si sviluppa in modo veramente rapido, accrescendo notevolmente le proprie dimensioni.

Nel periodo compreso tra il primo e il secondo anno dell’infante, il tumore benigno si trova relativamente a riposo mentre nella fase propriamente detta dell’involuzione, l’emangioma inizia a regredire, mostrandosi morbido al tacco e di colore leggermente più sbiadito.

Benché, anche in questo caso, non appaiono note le cause della scomparsa dell’emangioma, medici e diagnostici hanno sottolineato come almeno il 50% di queste lesioni cutanee scompaia nell’arco di 6-7 anni, risolvendosi del tutto entro i 10 anni di vita del bambino senza lasciare tracce.

Anche se la maggior parte degli emangiomi infantili non richiede trattamenti specifici, in alcuni casi potrebbe rivelarsi opportuna una strategia d’attacco ben mirata. Se, infatti, le piccole lesioni possono essere trattate con l’ausilio di corticosteroidi, assunti per via orale oppure iniettati direttamente all’interno del tumore, per gli emangiomi più visibili, quelli con le dimensioni maggiori, potrebbe rivelarsi utile il trattamento con il laser.

I grandi emangiomi della cute, inoltre, quando iniziano a regredire, possono lasciare la pelle raggrinzita e dal tono poco uniforme: in questo caso, laddove l’inestetismo dovesse rappresentare un problema di tipo estetico, si può intervenire anche chirurgicamente.

Di recente, anche in Italia, è stato introdotto l’uso del PROPRANOLOLO 3.75mg/ml soluzione orale, uno dei principi attivi dei beta-bloccanti non selettivi.

Il farmaco agisce andando a restringere i capillari e riducendo l’afflusso di sangue all’emangioma, quindi bloccando la crescita dello stesso.

Va bene, ricordare, che ogni terapia, deve essere seguita passo-passo da un medico specializzato che monitorerà la situazione e fornirà le giuste indicazioni per la posologia.

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