Emoglobine patologiche tecniche HPLC

Approfondimenti

Emoglobine patologiche tecniche HPLC

Lo studio che permette di rilevare la presenza e l’entità di eventuali emoglobine patologiche si serve anche delle tecniche HPLC, sigla con cui si fa riferimento alla cromatografia liquida ad alta prestazione (High Performance Liquid Chromatography) o cromatografia liquida ad alta pressione (High Pressure Liquid Chromatography) che si dimostra un valido strumento di analisi in diversi settori della diagnostica. I principali campi di applicazione della tecnica riguardano il dosaggio dell´omocisteina, il dosaggio delle catecolamine urinarie, il dosaggio di alcuni farmaci. Nello specifico questa tecnica ampiamente usata in chimica analitica consente di separare e purificare i componenti in una miscela, in modo da poter identificare ogni componente favorendo allo stesso tempo la misurazione di ciascun componente. Questa tecnica di indagine si basa su pompe in cui passa un solvente liquido pressurizzato dove si concentra una miscela campione attraverso una colonna riempita con un materiale adsorbente solido; ciascun componente presente nel campione risente in modo diverso dall’influenza esercitata dal materiale adsorbente, determinando dei tempi di uscita differenti per i diversi componenti favorendo così la separazione dei componenti mentre defluiscono sulla colonna cromatografica nella quale vengono fissati.

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Studio analitico

emoglobine patologiche tecniche HPLC

emoglobine patologiche tecniche HPLC

Per il rilevamento e la conferma dell’emoglobinopatia si fa ricorso in ambito diagnostico alla combinazione tra cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) ed elettroforesi capillare (CZE). Per lo screening delle emoglobinopatie è stata comprovata la precisione offerta dai metodi HPLC, questo dato è emerso dai risultati offerti dagli scienziati della University Hospital di Leuven (Belgio) i quali hanno studiato la performance analitica dell’elettroforesi capillare  messa a confronto con due metodi HPLC; nello specifico l’elettroforesi capillare è stata eseguita mediante il sistema Minicap Flex Piercing CZE che consnete di riportare in sospensione, separare ed analizzare i campioni di sangue intero per le varianti raccolti in acido etilendiamminotetraacetico (EDTA), in seguito i globuli rossi lisati vengono messi in elettroforesi in un tampone alcalino per ottenere la separazione da pH ed endosmosi. È stata così comprovata l’affidabilità offerta dai due metodi HPLC ovvero il ​​Bio-Rad Variant classic e la Bio-Rad D-10, in particolare nella determinazione di HbA, HbA2, HbS e HbF. Lo studio, pubblicato nel numero di giugno 2015 della rivista International Journal of Laboratory Hematology, ha così decretato la grande precisione della cromatografia liquida ad alta prestazione nel rilevamento di un gran numero di varianti di emoglobine.

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