Metodo Sahli: metodo colorimetrico per la determinazione dell’emoglobina

Valori emoglobina

Metodo Sahli: metodo colorimetrico per la determinazione dell’emoglobina

Il nome del medico svizzero Hermann Sahli è legato ad una moderna concezione della semeiotica medica che prevede l’impiego di analisi chimico-cliniche nel referto di laboratorio e tra le sue scoperte si deve segnalare il metodo Sahli detto anche metodo colorimetrico per la determinazione dell’emoglobina. Il medico svizzero ha inoltre condotto degli studi importanti sulla patologia dell’apparato digerente e del sangue, che hanno determinato la messa a punto di innovative tecniche semeiotiche a cavallo della fine dell’800 e l’inizio del ‘900 quali: il dosaggio dei glucidi nell’urina e nel sangue, la valutazione della motilità e della secrezione gastrica, la determinazione dell’emoglobina. Prima di formulare l’omonimo metodo per la determinazione del contenuto emoglobinico, Sahli si è concentrato su altri strumenti disponibili quali l’emoglobinometro di Gowers, l’emometro di Fleischl-Miescher, l’emospettrofotometro di Vierordt e la pipetta doppia di Hoppe-Seyler, dei metodi che lo studioso e medico svizzero ha definito come poco pratici ma che lo hanno portato a progettare uno specifico strumento per la misura dell’emoglobina (emoglobinometro di Sahli) che resterà in uso nei laboratori ospedalieri per circa settant’anni ossia fino agli anni ’60.

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Il moderno metodo spettrofotometrico

metodo Sahli

metodo Sahli

L’emoglobinometro di Sahli veniva usato per misurare l’emoglobina e richiedeva l’impiego di due colonne laterali con il colore di riferimento mentre nella colonna centrale veniva testato il valore di Hb; si procedeva con la collocazione di una piccola quantità di sangue  al centro dove veniva diluita con HCl 0,1 N e successivamente con acqua fino a quando il colore nella parte centrale non diventava uguale a quello delle colonne di riferimento, ottenuto il valore si poteva così procedere con la visualizzazione della percentuale. Il moderno metodo spettrofotometrico che viene adoperato in ambito clinico impiega una soluzione con ferrocianuro di potassio, che provoca la trasformazione dell’emoglobina in cianoemoglobina, oppure vengono usati altri reattivi che determinano la trasformazione in sulfossiemoglobina.

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