• Effetti dell’intossicazione da cianuro

    Effetti dell’intossicazione da cianuro

    Gli effetti dell’intossicazione da cianuro si evidenziano attraverso una serie di manifestazioni dovute all’anossia tissutale secondaria sia alla formazione di composti dell’eme con cianati che provocano nelle anomalie per quanto riguarda il trasporto di ossigeno ai diversi distretti del corpo in quanto viene colpita l’emoglobina che non è in grado di trasportare O2, si può verificare anche il blocco della respirazione intracellulare mitocondriale. Il soggetto che risente degli effetti dell’avvelenamento da cinuro (per inalazione o per via orale) evidenzia sintomi caratteristici quali: cefalea, nausea, dispnea severa, palpitazioni, stanchezza persistente, convulsioni e coma. Per trattare gli effetti legati all’intossicazione da cianuro viene di solito prescritta una terapia farmacologica a base di nitrito di amile, nitrito di sodio e tiosolfato di sodio con lo scopo di formare dei composti meno tossici per l’organismo. Si ricorre anche all’OTI ossia all’ossigenoterapia con lo scopo di accrescere l’effetto farmacologico e di mantenere il paziente in condizioni di ossigenazione tissutale accettabile. Continue reading

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  • Distinzione carbaminoemoglobina e carbossiemoglobina

    Distinzione carbaminoemoglobina e carbossiemoglobina

    Bisogna fare una distinzione tra due termini che appaiono similari quali carbaminoemoglobina e carbossiemoglobina; si definisce carbo-emoglobina o carbodiossi-emoglobina un composto che si forma nei globuli rossi a partire da emoglobina e CO2 in condizioni normali; invece l’HbCO (carbossiemoglobina) è una forma di emoglobina tossica per l’organismo composta da emoglobina e monossido di carbonio. L’emoglobina si trasforma  in carboemoglobina assumendo CO2 che viene trasportato nei polmoni per la espirazione, si tratta quindi di una delle forme di trasporto dell’anidride carbonica all’interno dell’organismo attraverso il sangue, purtroppo il monossido di carbonio CO ha un’affinità nei confronti dell’emoglobina estremamente maggiore rispetto all’ossigeno ne consegue dunque che l’emoglobina tende a legare più stabilmente il monossido di carbonio con costruzione della carbossiemoglobina disorientando l’ossigeno. La formazione di carbossiemoglobina può causare un’intossicazione che può provocare l’insorgenza di alcuni sintomi quali: mal di testa, vertigini, nausea, vomito, svenimento, palpitazioni, disturbi visivi; l’esposizione prolungata di un soggetto ad alte concentrazioni di monossido di carbonio può portare alla morte. Continue reading

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  • Test di Schilling diagnosi anemia perniciosa

    Test di Schilling diagnosi anemia perniciosa

    Attraverso l’esecuzione del Test di Schilling è possibile effettuare la diagnosi anemia perniciosa, una forma di anemia megaloblastica cronica e progressiva causata dall’assenza Fattore Intrinseco Intestinale (o Gastrico, o di Castle), una sostanza indispensabile per l’assorbimento della vitamina B12, una condizione patologica che provoca l’atrofia della mucosa ghiandolare gastrica, causata da un processo autoimmune. Con questo esame è possibile valutare il tasso di vitamina B12 radioattiva emessa con le urine rendendo possibile determinare la capacità dell’organismo di assorbire questa sostanza; nello specifico l’assorbimento della vitamina B12 da parte dell’organismo necessita la presenza di una sostanza definita fattore intrinseco, in caso di alterazioni nel processo di assorbimento della vitamina può sorgere una patologia a livello gastrico con diminuzione della produzione di fattore intrinseco delineando il quadro clinico della malattia di Biermer oppure di una patologia a livello dell’intestino tenue. Continue reading

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  • Ossigenoterapia iperbarica quando è utile

    Ossigenoterapia iperbarica quando è utile

    Come trattamento utile per riattivare i processi metabolici, in caso di emoglobina bassa può essere consigliata l’ossigenoterapia iperbarica, una cura non invasiva che consiste fondamentalmente nella respirazione da parte del soggetto, che evidenzia questa condizione patologica, di ossigeno puro al 100% o miscele gassose iperossigenate all’interno di una camera iperbarica. Sfruttando nello specifico la pressione si favorisce la diffusione dell’ossigeno nel sangue con una concentrazione superiore anche 10 volte rispetto al normale, attivando così una situazione che stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni con conseguente mobilitazione anche delle cellule staminali. L’ossigenoterapia iperbarica (OTI) in questo modo favorisce la  riattivazione dei processi metabolici bloccati, contribuendo allo stesso tempo a migliorare diversi quadri patologici come ad esempio: l’ischemia traumatica acuta, le embolie gassose arteriose, la gangrena gassosa da clostridi, l’osteomielite cronica refrattaria, gli innesti cutanei, le ulcere della pelle, la necrosi ossea asettica, la sordità improvvisa, il piede diabetico, le retinopatie, le infiammazioni alle gengive. In genere per questa serie di patologie è fondamentale intraprendere in maniera tempestiva la terapia iperbarica in quanto si aumenta la possibilità di guarire in breve tempo. Continue reading

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  • Anemia di Fanconi come si manifesta

    Anemia di Fanconi come si manifesta

    Tra le malattie pediatriche più frequenti in ambito clinico si definisce anemia di Fanconi, una rara forma di anemia caratterizzata da carenza di tutti i tipi di cellule del sangue, primi tra tutti i globuli bianchi e quelli rossi, le cellule risentono infatti di una significativa instabilità cromosomica che si evidenzia con rotture ed alterazioni dei cromosomi. Dal punto di vista diagnostico sono stati identificati 15 geni coinvolti nell’insorgenza di questa condizione patologica, questa patologia è dovuta dunque a delle specifiche mutazioni dei geni implicati nella riparazione del DNA e nella stabilità genomica; uno dei geni interessanti si trova sul cromosoma X con modalità trasmissiva di tipo recessivo legata all’X, in alcuni casi questa forma di anemia si trasmette con modalità autosomica recessiva manifestandosi solo se il soggetto eredita le copie alterate del gene coinvolto da entrambi i genitori. Anche se alquanto rara si tratta di una malattia grave che si manifesta in età scolare con segni caratteristici quali: ritardo dell’accrescimento, malformazioni, predisposizione a sviluppare tumori ematologici o solidi ma anche leucemie. L’anemia di Fanconi è geneticamente eterogenea e si caratterizza per un andamento progressivo, la diagnosi viene effettuata sulla base dei segni clinici e delle anomalie ematiche che evidenzia il paziente; come conferma della diagnosi si esegue un esame citogenetico che misura  l’instabilità cromosomica in presenza di particolari composti chimici, assume grande importanza anche la diagnosi prenatale che consiste nella ricerca di mutazioni nei geni responsabili della malattia. Continue reading

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  • Febbre di Marburg come si manifesta

    Febbre di Marburg come si manifesta

    Una grave malattia emorragica di origine virale come la febbre di Marburg è particolarmente diffusa in alcune regioni dell’Africa subsahariana manifestandosi come una febbre emorragica ad elevata mortalità. Il filovirus appartenente alla famiglia Filoviridae responsabile di con febbre alta, mal di testa, mialgie, artralgie, dolore toracico, faringite, malessere, sorgono poi sintomi gastrointestinali ed a distanza di qualche giorno può comparire un rash cutaneo localizzato soprattutto a livello tronco, in un secondo momento possono manifestarsi petecchie, vomito sanguinolento, epistassi, sanguinamenti dalle gengive e dal retto; i soggetti colpiti da un quadro patologico più grave possono risentire di altre manifestazioni sintomatiche quali: epato-splenomegalia, pancreatite, miocardite, disorientamento, disturbi psicotici, convulsioni e coma. La diffusione dell’infezione virale a diversi distretti anatomici dimostra le capacità del virus Marburg di infettare quasi tutti gli organi, da quelli linfoidi sino all’encefalo, questo perché la trascrizione e la replicazione del virus si verificano nel citoplasma della cellula ospite. La febbre emorragica esordisce improvvisamente e si caratterizza anche per un alto tasso di mortalità, una condizione associata principalmente allo shock cardiocircolatorio dovuto a sanguinamenti multipli e insufficienza multiorgano che può interessare principalmente il fegato ed i reni. Continue reading

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  • Metodo Sahli: metodo colorimetrico per la determinazione dell’emoglobina

    Metodo Sahli: metodo colorimetrico per la determinazione dell’emoglobina

    Il nome del medico svizzero Hermann Sahli è legato ad una moderna concezione della semeiotica medica che prevede l’impiego di analisi chimico-cliniche nel referto di laboratorio e tra le sue scoperte si deve segnalare il metodo Sahli detto anche metodo colorimetrico per la determinazione dell’emoglobina. Il medico svizzero ha inoltre condotto degli studi importanti sulla patologia dell’apparato digerente e del sangue, che hanno determinato la messa a punto di innovative tecniche semeiotiche a cavallo della fine dell’800 e l’inizio del ‘900 quali: il dosaggio dei glucidi nell’urina e nel sangue, la valutazione della motilità e della secrezione gastrica, la determinazione dell’emoglobina. Prima di formulare l’omonimo metodo per la determinazione del contenuto emoglobinico, Sahli si è concentrato su altri strumenti disponibili quali l’emoglobinometro di Gowers, l’emometro di Fleischl-Miescher, l’emospettrofotometro di Vierordt e la pipetta doppia di Hoppe-Seyler, dei metodi che lo studioso e medico svizzero ha definito come poco pratici ma che lo hanno portato a progettare uno specifico strumento per la misura dell’emoglobina (emoglobinometro di Sahli) che resterà in uso nei laboratori ospedalieri per circa settant’anni ossia fino agli anni ’60. Continue reading

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  • Ricambio emoglobinico cosa indica

    Ricambio emoglobinico cosa indica

    Si definisce ricambio emoglobinico, il continuo distruggersi e riformarsi dell’emoglobina e dei globuli rossi a livello ematico indicando così la quantità d’emoglobina che ogni viene distrutta per poi riformarsi in condizioni normali, in modo da determinare una costante quantità di emoglobina nell’arco di tutta la giornata. Invece i soggetti colpiti da condizioni patologiche presentano delle alterazioni per cui la quantità di emoglobina del sangue si distrugge in quantità maggiore rispetto alle condizioni normali, che sia inferiore alla normale, per una riformazione di emoglobina inferiore alla quantità distrutta o per una minore produzione e distruzione della proteina plasmatica, per questa ragione in presenza di malattie è fondamentale determinare la misura del ricambio emoglobinico. Non basta valutare la semplice percentuale della quantità di emoglobina del sangue, è necessario misurare anche la quantità di bilinogeno, ossia del prodotto incolore del catabolismo dell’eme come prodotto terminale della trasformazione della bilirubina, che viene eliminata attraverso l’espulsione delle urine e delle feci; attraverso la determinazione della quantità di bilinogeno giornalmente eliminata dal corpo indica la quantità minima di emoglobina che viene distrutta. Continue reading

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  • Aumento dei globuli rossi rame

    Aumento dei globuli rossi rame

    Tra i minerali indispensabili all’organismo per favorire l’aumento dei globuli rossi bisogna segnalare il rame, in particolare perché permette alle cellule di accedere più velocemente al ferro, accelerando così la produzione di globuli rossi, il ferro a sua volta determina l’incremento dell’apporto di ossigeno nel sangue rendendo più agevole l’espulsione dell’anidride carbonica. Il rame è indispensabile per le cellule del corpo umano visto che consente di accedere alla struttura chimica del ferro necessario per i globuli rossi durante il processo di metabolismo del ferro. Il minerale partecipa alla sintesi dell’emoglobina agendo con il ferro nella formazione della proteina plasmatica contribuendo in questo modo al trattamento dell’anemia; il rame assume un ruolo importante nella respirazione e si dimostra un antiossidante del sangue. Il minerale è indispensabile per il corretto meccanismo di altre funzioni quali: previene l’irrancidimento degli acidi grassi polinsaturi; prende parte alla sintesi dei fosfolipidi, sostanze essenziali nella formazione delle membrane protettive della mielina che circondano le fibre nervose; mantiene in buono stato la membrana cellulare; un ruolo nel processo di ossidazione della vitamina C e collabora con questa vitamina alla formazione dell’elastina, stimola la produzione di collagene ed è una componente fondamentale delle fibre elastiche dei muscoli del corpo; contribuisce alla genesi del neurotrasmettitore noradrenalina; è presente in molti enzimi che scompongono o ricompongono i tessuti dell’organismo; prende parte alla conversione dell’aminoacido tirosina in melanina, il pigmento che determina il colore dei capelli e della pelle; partecipa anche al metabolismo delle proteine ed ai processi di cicatrizzazione; contribuisce a formare una buona struttura ossea; è necessario per la produzione dell’RNA. Continue reading

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  • Legame del 2,3 difosfoglicerato all’emoglobina

    Legame del 2,3 difosfoglicerato all’emoglobina

    Il legame del 2,3 DPG all’emoglobina si verifica quando questa proteina ematica si trova nella forma deossigenata, mentre tale legame si scompone a livello polmonare come conseguenza del legame dell’emoglobina con l’ossigeno. Il 2,3 difosfoglicerato (2,3 DPG) è un composto proveniente da un prodotto intermedio della glicolisi che si concentra principalmente a livello eritrocitario, in quanto i globuli rossi si servono del metabolismo anaerobico lattacido per estrarre energia; nel caso in cui l’organismo si trova in una condizione prolungata di carenza di ossigeno si avvia un aumento della sintesi di 2,3 difosfoglicerato nei globuli rossi. L’aumento di 2,3 DPG all’interno dei globuli rossi riduce l’affinità per l’ossigeno dell’emoglobina ne segue una più facile cessione di ossigeno ai tessuti, il 2,3 bifosfoglicerato non può legarsi all’emoglobina fetale, in quanto non presenta le catene B con cui il 2,3 DPG si congiunge. Continue reading

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