Rischio cardiovascolare: non dipende dall’emoglobina glicata

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Nessun collegamento tra cuore ed emoglobina glicata

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Un nuovo studio effettuato di recente ha eliminato qualsiasi connessione tra rischio cardiovascolare e valori di emoglobina glicata nel sangue. La ricerca hapreso in analisi addirittura trecentomila adulti sani ed ha evidenziato cheunendo a fumo e colesterolo alto (principali fattori di rischio per la salute cardiaca) anche informazioni precise sul valore dell’emoglobina glicata, non si hanno maggiori riscontri riguardo il rischio cardiovascolare. Praticamente lo scopo degli studiosi era quello di verificare se l’aggiunta di notizie certe sui valori di emoglobina glicosilata alle percentuali dei più classici fattori di rischio cardiovascolare, potesse migliorare la previsione del rischio di malattie
cardiovascolari. Purtroppo i risultati dell’analisi realizzata non confermanotale teoria: aggiungere informazioni sull’emoglobina glicata non aumenta la capacità di prevedere un rischio cardiovascolare. E non è tutto: le informazioni sull’emoglobina glicosilata non migliorano nemmeno la
previsione riguardante i pazienti già a rischio cardiovascolare.

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Nullo il rapporto tra rischio cardiovascolare ed HbA1c

Nonostante molte linee guida lo affermino già da tempo, è stato comprovato che non esistono legami tra previsione del rischio cardiovascolare ed informazioni sull’emoglobina glicata, una particolare proteina presente sulla superficie dei globuli rossi. Essa ha una funzione fondamentale: determina infatti la capacità di trasportare il sangue ad organi e tessuti. Il glucosio, presente in eccesso a livello sanguigno in caso di diabete, può legarsi all’emoglobina, formando appunto l’emoglobina glicata o glicosilata (sigla HbA1c). Del resto dai dati emersi da continue revisioni sistematiche, condotte su ampi campioni di soggetti emerge che i valori di HbA1c non comportano un miglioramento nella valutazione del rischio cardiovascolare. Saranno altri dunque i parametri che verranno seguiti dai medici per calcolare in ogni individuo il rischio cardiovascolare presente,considerando che non potranno trovare agganci validi nel valore dell’emoglobina glicosilata, assolutamente indipendente dalla possibilità di prevederlo nonostante quanto si pensava ancora in  un passato non proprio remoto.

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