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Diatesi emorragica cause e sintomi

Diatesi emorragica cause e sintomi

Il soggetto colpito da una condizione di ipocoagulabilità può essere predisposto a diatesi emorragica ossia alla anomala tendenza a sanguinare come conseguenza diretta di un deficit a carico nel sistema di coagulazione. Tra i possibili fattori eziologici che possono provocare questo problema si vengono a distinguere delle cause acquisite, genetiche e dovute ad autoimmunità; tra le cause acquisite vanno segnalate delle condizioni che includono l’anticoagulante con warfarin, ma anche una carenza di vitamina K, oppure una coagulazione intravascolare disseminata ed un’insufficienza epatica; la diatesi emorragica può essere riscontrata nei pazienti colpiti da leucemia, come anche nei soggetti infettati da veleno hemotoxic e da agenti patogeni responsabili di febbri emorragiche virali. Si riscontrano tra le cause genetiche responsabili del quadro patologico della diatesi emorragica alcune mutazioni genetiche, in tal caso si possono evidenziare anomalie dei geni necessari per sintetizzare le proteine ​​fattori della coagulazione che prendono parte al normale meccanismo di coagulazione (quadro clinico delle emofilie e della malattia di Von Willebrand). Si identifica inoltre una condizione di diatesi emorragica legata a cause autoimmuni che riguardano la coagulazione in particolare gli inibitori della coagulazione, l’inibitore principale è diretto contro la coagulazione del Fattore VIII. Altre notizie si trovano su https://www.emoglobina.info/fattori-della-coagulazione-si-attivano/. Continue reading

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Effetti dell’intossicazione da cianuro

Effetti dell’intossicazione da cianuro

Gli effetti dell’intossicazione da cianuro si evidenziano attraverso una serie di manifestazioni dovute all’anossia tissutale secondaria sia alla formazione di composti dell’eme con cianati che provocano nelle anomalie per quanto riguarda il trasporto di ossigeno ai diversi distretti del corpo in quanto viene colpita l’emoglobina che non è in grado di trasportare O2, si può verificare anche il blocco della respirazione intracellulare mitocondriale. Il soggetto che risente degli effetti dell’avvelenamento da cinuro (per inalazione o per via orale) evidenzia sintomi caratteristici quali: cefalea, nausea, dispnea severa, palpitazioni, stanchezza persistente, convulsioni e coma. Per trattare gli effetti legati all’intossicazione da cianuro viene di solito prescritta una terapia farmacologica a base di nitrito di amile, nitrito di sodio e tiosolfato di sodio con lo scopo di formare dei composti meno tossici per l’organismo. Si ricorre anche all’OTI ossia all’ossigenoterapia con lo scopo di accrescere l’effetto farmacologico e di mantenere il paziente in condizioni di ossigenazione tissutale accettabile. Continue reading

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Febbre di Marburg come si manifesta

Febbre di Marburg come si manifesta

Una grave malattia emorragica di origine virale come la febbre di Marburg è particolarmente diffusa in alcune regioni dell’Africa subsahariana manifestandosi come una febbre emorragica ad elevata mortalità. Il filovirus appartenente alla famiglia Filoviridae responsabile di con febbre alta, mal di testa, mialgie, artralgie, dolore toracico, faringite, malessere, sorgono poi sintomi gastrointestinali ed a distanza di qualche giorno può comparire un rash cutaneo localizzato soprattutto a livello tronco, in un secondo momento possono manifestarsi petecchie, vomito sanguinolento, epistassi, sanguinamenti dalle gengive e dal retto; i soggetti colpiti da un quadro patologico più grave possono risentire di altre manifestazioni sintomatiche quali: epato-splenomegalia, pancreatite, miocardite, disorientamento, disturbi psicotici, convulsioni e coma. La diffusione dell’infezione virale a diversi distretti anatomici dimostra le capacità del virus Marburg di infettare quasi tutti gli organi, da quelli linfoidi sino all’encefalo, questo perché la trascrizione e la replicazione del virus si verificano nel citoplasma della cellula ospite. La febbre emorragica esordisce improvvisamente e si caratterizza anche per un alto tasso di mortalità, una condizione associata principalmente allo shock cardiocircolatorio dovuto a sanguinamenti multipli e insufficienza multiorgano che può interessare principalmente il fegato ed i reni. Continue reading

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Sindrome di Bernard-Soulier le caratteristiche della malattia ematica

Sindrome di Bernard-Soulier le caratteristiche della malattia ematica

Nell’elenco delle malattie ematiche che hanno una causa genetica figura anche la sindrome di Bernard-Soulier con cui si fa riferimento a diversi disturbi a carattere autosomico recessivo o codominante a carico delle piastrine, interessando selettivamente il recettore del fattore di von Willebrand della coagulazione del sangue. Questa patologia molto rara può assumere in ambito clinico circa 20 mutazioni diverse, coinvolgendo comunque i geni per la molecola Ib/IX, il recettore del Fattore del Von Willebrand, questi geni sono localizzati sui cromosomi, 17, 22 e 3 (GP1BA, GP1BB e GP9, codificanti rispettivamente per la subunità α e la subunità β della gpIb e per la gpIX) che attualmente non sono stati identificati in maniera approfondita. A causa delle mutazioni che comportano tale sindrome il DNA dei pazienti risulta alterato visto che viene inibita la capacità delle piastrine di aderire al collagene, ne consegue così un aumento del tempo di sanguinamento e la comparsa di piastrine dalle dimensioni gigantesche rispetto a quelle normali. La mutazione genetica comporta un difetto di tipo quantitativo o qualitativo del complesso glicoproteico costituente il recettore del fattore di von Willebrand, che si traduce nella comparsa di un deficit di adesione-aggregazione piastrinica in associazione a macrotrombocitopenia. Continue reading

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Riconoscere l’emoglobina bassa dai sintomi

Riconoscere l’emoglobina bassa dai sintomi

Quando le condizioni di salute appaiono più severe è possibile riconoscere l’emoglobina bassa dai sintomi più o meno manifesti, in genere si riscontra nell’uomo una bassa concentrazione di emoglobina quando i valori calano oltre i 12 g/dl, mentre per le donne i valori di emoglobina bassa si attestano solitamente sotto gli 11 g/dl; il range dei valori di riferimento è differente nei neonati e nei bambini, per cui i valori di emoglobina bassa sono quelli sotto i 10 g/dl. Quando l’alterazione della proteina deputata al trasporto dell’ossigeno risulta invalidante si manifestano dei tipici sintomi quali: stanchezza, astenia e debolezza. Il soggetto risente di una certa fiacchezza in quanto i muscoli soffrono della carenza di ossigeno, un deficit che può comportare come conseguenza diretta una vera e propria difficoltà a sostenere i movimenti del corpo. In alcuni casi i soggetti colpiti da persistenti valori di emoglobina bassa possono avvertire frequentemente episodi di tachicardia, dal momento che il cuore cerca di compensare la mancanza di ossigeno, per questo tende ad aumentare la frequenza cardiaca. Possono essere ricondotti nel quadro clinico di tale condizione fisiologica oppure patologica, se connessa con delle malattie, anche altri sintomi quali: mal di testa, vertigini, percezione costante di freddo, raffreddamento a livello degli arti superiori ed inferiori. Continue reading

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Casi di ipossiemia

Casi di ipossiemia

In presenza di condizioni patologiche che tendono ad interessare principalmente la sede polmonare si possono verificare casi di ipossiemia, ossia di una ridotta quantità di ossigeno nel sangue, si tratta di una problematica da imputare ad un deficit di saturazione di ossigeno per cui una percentuale inferiore di globuli rossi lega e trasporta ossigeno a tutti i tessuti ed agli organi dell’organismo. I casi di ipossiemia si rilevano quando la saturazione d’ossigeno scende al di sotto del 90%, tale condizione insorge come conseguenza di un’alterazione degli scambi gassosi tra sangue e atmosfera, che avvengono a livello degli alveoli polmonari; un’evenienza che si può registrare nei soggetti colpiti da malattie quali: ostruzioni delle vie aeree, fibrosi polmonare, enfisema, malattia polmonare interstiziale, embolia polmonare, polmonite, pneumotorace, edema polmonare, anemia, sindrome da distress respiratorio acuto, BPCO, sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno. Talvolta la ridotta quantità di ossigeno disponibile nel sangue può associarsi ad una ridotta quantità di ossigeno a disposizione dei tessuti per cui l’ipossiemia può essere accompagnata da ipossia: il sangue arterioso contiene una quantità di ossigeno più bassa  rispetto al normale, per cui l’entrata in circolo di sangue poco ossigenato non nutre adeguatamente i tessuti e gli organi determinando l’instaurarsi dell’ipossia. Continue reading

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Anemia perniciosa come si palesa

Anemia perniciosa: i tratti specifici

La condizione autoimmune che impedisce al corpo di assorbire una quantità sufficiente di vitamina B12 proveniente dall’alimentazione determina l’insorgenza dell’anemia perniciosa. Si tratta di una forma anemica che può determinare dei danni a carico del sistema nervoso delineando alcune tipologie di neuropatie per questa ragione viene definita “perniciosa” in quanto ha la capacità di arrecare anche degli effetti gravi. Attualmente questa forma di anemia si riscontra alquanto raramente ed allo stesso tempo risulta più facile da cura, ma nonostante questi scenari positivi non mancano le ragioni che possono favorire l’insorgenza di tale condizione patologica. In particolare l’anemia perniciosa nella maggior parte dei casi tende a svilupparsi a partire da un deficit che si traduce con delle alterazioni durante il processo di assorbimento della vitamina B12, causata dall’assenza del fattore intrinseco, la specifica glicoproteina che determina assimilazione del micronutriente. I soggetti più esposti al rischio di sviluppare questa malattia sono i vegetariani ferrei ma anche i soggetti  anziani, possono poi andare incontro all’anemia perniciosa i pazienti colpiti da un’infezione cronica da Helicobacter pylori  ma anche da eventuali infestazioni enteriche da parassiti e da varie sindromi da malassorbimento come ad esempio la sindrome da colon irritabile, la celiachia, il morbo di Crohn. Maggiori notizie su Emoglobina in gravidanza: l’anemia sideropenica.

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Neuropatia diabetica periferica sintomi e cura

Neuropatia diabetica periferica quadro clinico

Quando si rileva una percentuale di emoglobina glicata alta il soggetto è maggiormente esposto a sviluppare delle complicanze associate al diabete mellito tra cui la neuropatia diabetica periferica che consiste in un’alterazione del sistema nervoso periferico. In alcuni casi questa complicanza si presenta come asintomatica, quando invece si manifestano dei sintomi essi si traducono spesso in danni ai nervi che causano una sensazione persistente di dolore, si parla di neuropatia diabetica dolorosa o di dolore neuropatico. Il paziente può evidenziare altri sintomi che tendono per diventare permanenti, si tratta di formicolio agli arti ed intorpidimento, ma si possono anche evidenziare delle lesioni nervose a carico degli arti inferiori e dei piedi che causano una perdita di sensibilità. In ambito clinico vengono distinti quattro tipi di neuropatia diabetica che delineano la forma periferica, quella autonomica, la forma prossimale e quella di tipo focale. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Nefropatia diabetica: complicanza dell’emoglobina glicata alta. Continue reading

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La malattia di Di Guglielmo: sintomi e caratteristiche

La malattia di Di Guglielmo

La malattia di Di Guglielmo è una condizione patologica molto rara che tende a colpire in genere i soggetti giovani ed i bambini che vengono interessati da diversi disturbi che danno forma al caratteristico complesso sintomatologico tipico della patologia in cui rientrano: febbre, pallore intenso, astenia, ingrossamento del fegato e della milza; invece a livello epatico il soggetto evidenzia una riduzione del numero di globuli rossi associato ad un livello basso di  emoglobina che determina una condizione di  anemia e di aumento di eritroblasti circolanti. L’identificazione di questa patologia si deve all’ematologo Giovanni Di Guglielmo il quale identificò l’autonomia delle eritremie pure in cui sussiste un interessamento degli eritroblasti nei confronti delle eritroleucemie, mentre nel quadro clinico di quest’ultime risultano coinvolti anche blasti della linea bianca. Con la scoperta di questa condizione patologica sono stati evidenziati diversi disturbi anaplasticoiperplastici che interessano i globuli rossi determinandone una loro sostanziale diminuzione ed infatti con il termine malattia di Di Guglielmo si fa riferimento all’eritroleucemia che rappresenta un sottotipo della leucemia mieloide acuta, ovvero di quella forma di  leucemia che coinvolge la cellula staminale mieloide che è la progenitrice non solo dei globuli rossi, ma anche delle piastrine e di alcuni tipi di globuli bianchi. Per altre notizie si rimanda alla lettura dell’articolo Emoglobina Hb: le anomalie che la interessano. Continue reading

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Sintomi emoglobina bassa rivelatori dell’anemia

Sintomi emoglobina bassa: i più evidenti

Le diverse forme di anemia sono causate da un deficit di ossigenazione del sangue che si evidenzia con una serie di sintomi dovuti ai valori di emoglobina bassa. La gravità dei sintomi è direttamente connessa con i livelli di emoglobina nel sangue che si presentano in discesa. Il principale segnale con cui si identifica l’anemia è un diffuso pallore dell’incarnato, a cui si accompagnano dei sintomi più caratteristici che appaiono più preoccupanti in relazione alla rapidità con cui si propaga nell’organismo la patologia, tenendo conto anche della quantità di sangue che si perde; se l’anemia invece ha una forma lenta di sviluppo non causa troppi disagi al soggetto. I sintomi rivelatori di un livello basso di emoglobina sono rappresentati da: pelle pallida, unghie deboli e sfaldate, arti superiori ed inferiori freddi, stanchezza generale, debolezza, dolore al torace, senso di irritabilità, fiato corto, battito cardiaco accelerato rispetto alla normalità. Talvolta i soggetti anemici possono avere problemi di concentrazione, in alcuni casi possono cadere vittime di un’inspiegabile depressione, c’è poi chi non è in grado di eseguire compiti impegnativi a livello mentale, a volte poi tra i sintomi dell’emoglobina bassa ci sono anche delle disfunzioni sessuali. Ulteriori notizie su Emoglobina bassa cause: le diverse forme di anemia.

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